Si indaga nella vita del 66enne: qualche giorno fa era stato da uno specialista

Negli ultimi tempo il suo comportamento era cambiato: attacchi di rabbia e toni sempre più aggressivi: nessuno avrebbe potuto pensare ad una fine del genere

Sono stati i figli, gli stessi che lo hanno disarmato durante la notte tra sabato 14 e domenica 15 luglio, a convincerlo a recarsi da uno specialista per un consulto. Qualche giorno fa infatti Carlo Pibiri, il 66enne che ha sparato in faccia alla moglie Annamaria Parmeggiani, aveva fatto un colloquio con un professionista: negli ultimi tempi infatti i suoi atteggiamenti erano diventati sempre più aggressivi: attacchi di rabbia, comportamenti che non aveva mai avuto. Ora, dopo la tragedia che si è consumata tra le mura domestiche, all'interno dell'azienda agricola che Sibiri gestiva, gli eventi precedenti al 15 luglio vengono letti in modo diverso ma nessuno avrebbe potuto immaginare una fine del genere: un colpo di pistola in faccia alla donna con la quale viveva e il tentativo di suicidio, con un salto a sei metri d'altezza nel vuoto. Ora gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l'accaduto per capire perchè Sibiri abbia preso quell'arma ed abbia aperto il fuoco contro la moglie, sparando poi un secondo colpo, che si è conficcato nel soffitto, mentre i figli cercavano di disarmarlo. 

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