Ferrari: "Preoccupano i comportamenti dei giovani e sulla seconda ondata..."

Il Direttore della struttura complessa Malattie infettive ed epatologia (Dipartimento di Area medica generale e Specialistica) dell'Azienda Ospedaliero Universitaria: "A oggi situazione sotto controllo, ma..."

"La situazione attuale dei contagi autorizza ad essere ottimisti, il numero dei contagi è limitato, i focolai circoscritti e chi viene in ospedale è lieve". Chi parla è Carlo Ferrari, il direttore della struttura complessa Malattie infettive ed epatologia di Parma. Il virus circola, la guardia deve restare alta, ma le strutture ospedaliere sembrano tirare un sospiro di sollievo. Per adesso va bene così. "Diciamo che il problema forse maggiore è quello costituito da soggetti che sono portatori di virus pure essendo totalmente asintomatici: sicuramente non hanno alte cariche di virus infettanti e quindi hanno una scarsa capacità di trasmettere l’infezione in comunità, ma comunque possono trasmetterla mantenendo quindi attiva la catena della trasmissione del virus in comunità. Purtroppo non è facile stanarli, serve un'indagine sierologica che presuppone screeneng a tappeto e il tampone in caso di positività".

Situazione che la Regione ha disposto anzitempo, per tracciare il percorso del contagio. "Paradossalmente i soggetti senza sintomi che controllano il virus apparentemente, sono quelli che in realtà hanno delle risposte immunitarie proteggenti più blande e in cui il virus continua a persistere nell’organismo per lunghi periodi di tempo con una discreta frequenza. Quello che si fa per prevenire l’infezione è un intervento su tutti contatti dei soggetti risultati positivi in modo da rompere la trasmissione. In questo periodo abbiamo enormemente potenziato la capacità diagnostica dei nostri laboratori e si è enormemente aumentato il numero di tamponi processati valutati nei laboratori". 

Poi la domanda delle domande: ci sarà la seconda ondata? "Ecco per quanto riguarda la possibilità di una seconda ondata di infezione, beh prevedere se ci sarà è praticamente impossibile. Dipenderà molto dall’attenzione in cui ci muoveremo nel periodo estivo: sarebbe fondamentale mantenere il distanziamento sociale in luoghi chiusi, lavandosi le mani e utilizzando la mascherina per proteggersi.  Mi rivolgo soprattutto ai giovani: dovrebbero cercare di osservare queste norme semplicissime perché il modo migliore per far scattare il contagio è quello degli assembramenti nei luoghi chiusi.  Anche se un vaccino efficace non potrà certamente essere disponibile prima dell’autunno tuttavia gli ospedali hanno maturato una grandissima esperienza nella gestione dei pazienti infetti sia dal punto di vista diagnostico che dal punto di vista terapeutico, che ci permetterà di gestire una eventuale seconda ondata in autunno".

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