Cinema d'Azeglio e ArtLab. Ferraris: "Non parlo del programma che non ho scritto"

Polemiche all'incontro con la Giunta nel quartiere Oltretorrente. Presente l'assessore alla Cultura che ha parlato della Civica e dell'Ospedale Vecchio. Sul cinema botta e risposta con i giovani di ArtLab. E l'Assessore distingue tra il suo operato e il programma 5 Stelle.

Amministrazione stanca e anche un po' brontolona. A guardarli ieri sera la prima impressione era questa e il motivo si può capire: è stato un incontro impegnativo quello che si è svolto alla Corale Verdi tra la Giunta e l'Oltretorrente per il progetto "Il quartiere che vorrei". Forse perché è stato il penultimo dei 13 appuntamenti con le ex circoscrizioni, o forse per la sostanza degli interventi. Sta di fatto che ieri sera i 5 Stelle sono scesi nell'arena dello storico quartiere delle Barricate e hanno dovuto fare i conti con residenti altrettanto stanchi e, soprattutto, tesi.

Il vero fuori programma è stato quello dell'assessore alla Cultura, Laura Ferraris, che a sorpresa ha partecipato all'incontro pur non essendo previsto dal programma. A lei il compito di spiegare quali sono i disegni del Comune per i tre importanti riferimenti culturali dell'Oltretorrente che soffrono l'assenza di una progettualità: la biblioteca Civica, l'Ospedale Vecchio e il cinema D'Azeglio. Ed è stato proprio quest'ultimo a scatenare la polemica tra i ragazzi di Art Lab, il centro occupato da due anni in borgo Tanzi, e la Ferraris che, sull'onda del botta e risposta, ha distinto tra il suo operato e quello dell Giunta. 

L'assessore prima di tutto ha spiegato che il cinema, di proprietà della curia, fino a due anni fa viveva grazie a una convenzione triennale poi sospesa da Ciclosi, e che lo scorso anno ha ricevuto un contributo di 22 mila euro da parte del Comune che non basta per tenerlo in vita. Inoltre è necessario un adeguamento tecnologico con un impianto digitale da 60 mila euro e rispondendo alle sollecitazioni dei ragazzi di Art Lab ha aggiunto che, se proprio si vuole salvare il cinema, proprio loro dovrebbero evitare di proiettare gli stessi film che dà il D'Azeglio due giorni che escano in sala "anche perché questo è illegale", conferma la Ferraris. E i ragazzi rispondono: "Quando si è trattato della campagna elettorale ci avete inserito nel programma e ora siamo illegali?". Ma l'assessore ribatte, chiedendo scusa alla Giunta, che non è mai a favore dell'illegalità e non parla del programma elettorale, distinguendo tra il suo operato e la linea 5 Stelle.
 
I problemi da affrontare, però, non sono pochi anche per gli altri due luoghi storici del quartiere: per i cittadini la biblioteca Civica dovrebbe rivalutare l'apertura serale o perlomeno rivedere gli orari di chiusura che al momento sono simili "a quelli di un paesino piuttosto che di una città universitaria", spiegano dal pubblico; ma dovrebbe migliorare anche la connessione a Internet e l'accesso per i disabili. La Ferraris va al dunque: "Servono lavori di manutenzione straordinaria per 160 mila euro e si spera di intervenire entro l'anno, mentre si cercherà di potenziare il collegamento alla Rete". Per l'Ospedale Vecchio, invece, "tutti sanno - ha spiegato l'assessore alla Cultura - che il vero problema riguarda la proprietà e la disponibilità del bene, superato questo ostacolo si può pensare a una progettazione".

La cultura, però, non è stato l'unico terreno di scontro. Inutile dire infatti che la movida la fa da padrona su tutti gli altri problemi. E' la delizia dei giovani e la croce nera dei residenti che quasi ogni sera, telefono alla mano, chiamano le forze dell'ordine perché intervengano in via D'Azeglio. Cosa c'è ancora da dire sulla "festa" più chiacchierata e criticata degli ultimi anni? Che le ordinanze, compresa l'ultima messa in campo dai 5 Stelle, non servono a niente.

Anche il discorso del responsabile della Squadra volanti della Questura, Alberto Verzera, sui controlli nelle serate clou della movida non ha avuto nessun effetto 'camomilla' sugli animi accesi di coloro che tollerano il popolo della notte in Oltretorrente. Infatti per i parmigiani che vivono in zona il presidio delle forze dell'ordine fino a mezzanotte ha un'utilità limitata non solo perché dall'una in poi la situazione degenera, ma soprattutto perché non aiuta la scorrevole circolazione delle auto bloccate dai giovani che occupano la strada. Insomma, come riassume perfettamente un signore presente in sala, i residenti vorrebbero "dare il divieto di sosta ai pedoni che sono in mezzo alla carreggiata". Ma l'assessore al Commercio, Cristiano Casa, risponde: "Il nostro è un percorso e non si sistema tutto in poco tempo. Finora ci sono stati alcuni risultati, come le 35 sanzioni fatte a diversi attività della zona, e c'è un buon dialogo sia con i cittadini che con i commercianti ma dobbiamo continuare a lavorare".

Ultimo nodo al pettine, il commercio. Via Bixio è l'esempio più evidente degli effetti della crisi, ma anche dell'assenza di una politica che favorisca i nuovi insediamenti e proprio per questo Casa ha spiegato come l'abbassamento dell'Imu per chi vuole aprire un'attività potrebbe essere un incentivo e creare un nuovo indotto. Il discorso cambia per quanto riguarda la mobilità, se da una parte c'è la richiesta di un maggior numero di autobus dall'altra c'è chi pensa che siano troppi e che andrebbero sanzionati perché non rispettano i limiti di velocità. Trovare un accordo non è cosa facile e questo, tra sospiri e polemiche, è chiaro anche alla Giunta.

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