Cultura, la Giunta difende la Ferraris: "Non sempre servono delibere per amministrare"

Questo pomeriggio l'intera Giunta è scesa in campo per dimostrare il proprio sostegno all'assessore alla Cultura, Laura Ferraris, dopo le accuse di inadeguatezza mosse nei suoi confronti dall'opposizione

Questo pomeriggio l'intera Giunta è scesa in campo per dimostrare il proprio sostegno all'assessore alla Cultura, Laura Ferraris, dopo le accuse di inadeguatezza mosse nei suoi confronti dall'opposizione. Ed è stata proprio lei a rispondere punto per punto alle critiche della minoranza, non senza un certo tono seccato mentre, in difesa del proprio operato, ha cercato di dimostrare a chi l'ha incolpata di non produrre che in realtà "si è avviato un processo di conservazione del patrimonio artistico come per la Pinacoteca Stuard, che si sta lavorando sui complessi monumentali come l'Ospedale Vecchio e il San Paolo finora abbandonati, che sul Regio è stata giocata una partita importante che ha portato alla chiusura del Bilancio in pareggio e ha prodotto un Festival di tutto rispetto". Non solo: "Ci siamo mossi verso un consolidamento dei teatri di cui il Comune è socio - ha aggiunto la Ferraris -. Mentre per quelli messi a bando il problema è che senza il Bilancio, quindi senza sapere quanto possiamo investire, rischiamo di non poter garantire contributi. Per cui potremmo mettere a bando solo dei locali da affittare ma questa non è la nostra politica".

Per rispondere, poi, in merito alla quantità di cose fatte rispetto a quelle tralasciate come la manifestazione "Ottobre africano" torna il tema della carenza di fondi, l'assenza del Bilancio, il momento critico che vive la città e che spinge la Giunta a dare priorità ad altre scelte, e naturalmente la politica avversa ai tagli dei nastri: "Forse - attacca la Ferraris - a qualcuno manca Sara Tommasi al Festival Verdi, mentre noi non ci stancheremo mai di dire che non perseguiremo la politica dei personalismi e che, se prima venivano stesi tappeti rossi, oggi puntiamo a politiche culturali strategiche che non arrecheranno gli stessi danni prodotti dalle amministrazioni precedenti". A proposito di eventi: le iniziative per la Festa della donna? "Ci sono spettacoli in tutti i teatri cittadini", chiarisce l'assessore quasi sorpresa della domanda rivoltale da un giornalista, e non importa se il Comune ci mette mette solo il patrocinio.

Sul fronte dei teatri per quello Dialetti resta da valutare il da farsi, anche se non rappresenta una priorità per la Giunta, mentre sul capitolo San Paolo puntualizza l'assessore all'Urbanistica Michele Alinovi: "Stiamo facendo uno screening generale e siamo pronti ad appaltare lavori per un milione di euro". A questo proposito, la Giunta, ribadisce il lavoro messo in atto sulle biblioteche per cui si è provveduto a migliorare i collegamenti wi fi, mentre per la biblioteca Ilaria Alpi è stato ripristinato il servizio di autoprestito. Infine qualche precisazione in più sul Teatro Regio: "Noi - ha puntualizzato la Ferraris - non facciamo un uso politico e partitico della Cultura, il Teatro Regio è stato usato per spartirsi le poltrone, non è quello che faremo noi. Abbiamo evitato che la città facesse a meno anche solo temporaneamente del Regio, e ci siamo messi in prima linea per trovare alternative ad una messa in liquidazione che quando ci siamo insediati era più che possibile. Probabilmente ex assessori allo Sport, al Sociale e geologi - attacca l'assessore riferendosi ai membri della minoranza - non hanno la più pallida idea di come funzioni".

L'ultimo passaggio è sul tema dell'assenza di delibere dall'inizio dell'anno: "Non sempre serve una delibera per amministrare - spiega la Ferraris - ci sono molti atti di indirizzo per cui stiamo lavorando e per cui non sono necessari passaggi in Giunta o in Consiglio, dove solitamente arrivano atti che prevedono un impegno di spesa".

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Dunque, sarebbe una politica sotto traccia quella sostenuta dall'attuale amministrazione, una politica che stando a quanto è stato detto oggi poggia le sue fondamenta sulla cura e il sostegno del patrimonio artistico cittadino e che rifugge i fasti e i grandi eventi del passato. Rimane il dubbio sul fatto che questa potrebbe essere la materia di lavoro di un assessorato ai Lavori pubblici più che di quello alla Cultura.

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