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Fiabe nel Bosco Viennese: giovedì 9 gennaio in prima nazionale al Teatro Due

Debutto per il trittico che la Fondazione Teatro Due dedica a Ödön von Horváth. Tre spettacoli diretti da Walter Le Moli. Repliche il 10, 11, 12, 13 e 14 gennaio

"Vivono in un paradiso di stupidità e il loro ideale è il sarcasmo. Andiamo verso tempi freddi, verso l’era dei pesci" Ödön von HorváthIl terreno di coltura dei totalitarismi di cosa si compone? Dall’assenza di memoria e cultura; lo racconta con intelligente levità e con spassosa ironia Ödön von Horváth, a cui Fondazione Teatro Due dedica un Trittico intitolato Gioventù senza Dio, che dal 9 gennaio al 2 marzo 2014 andrà in scena a Teatro Due, Parma, in prima nazionale, diretto da Walter Le Moli, articolato in 'Fiabe nel Bosco Viennese, 'Gioventù senza Dio' e 'Fede, speranza e carità'. 

Il primo spettacolo a debuttare in prima nazionale giovedì 9 gennaio alle ore 20.30 sarà 'Fiabe del bosco viennese', che vede in scena Cristina Cattellani, Laura Cleri, Paola De Crescenzo, Marco De Marco, Raffaele Esposito, Sergio Filippa, Francesco Gerardi, Luca Nucera, Tania Rocchetta, Federica Sandrini, Massimiliano Sbarsi, Paolo Serra e Nanni Tormen, con le scene realizzate dal Laboratorio Progettazione Scenica Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro, Università IUAV di Venezia (coordinato da Margherita Palli), i costumi di Gianluca Falaschi e le luci di Claudio Coloretti (repliche 10 e 11 gennaio alle ore 20.30, 12 gennaio alle ore 16.00, 13 gennaio alle ore 20.30 e 14 gennaio alle ore 20.00). Fiabe del bosco viennese è sicuramente un classico del teatro moderno, un capolavoro che Horváth, con esplicito riferimento al valzer omonimo di Strauss, ha composto nel 1931 e che gli valse il Premio Kleist: in questa commedia popolare, attraverso il contrasto tra le aspirazioni della gente comune e la brutale realtà di una società in disgregazione, Horváth mette in scena la corruzione dei valori culturali e morali, politici e etici della società pre-nazista, attraverso i cliché del linguaggio e i luoghi comuni dell’epoca. 

Avvolgendo le vicende turpi e agghiaccianti dei suoi protagonisti in un’atmosfera leggera, da operetta o birreria, appiccicosa di melensa sentimentalità e bruciante di rancore sociale e feroce ipocrisia, Horváth descrive con grande lucidità i primi sentori di un fascismo dilagante, l’alba di un nazismo che devasterà la coscienza civile europea e mondiale. La commedia racconta le vicende di un popolino alle prese con relazioni amorose e commerciali ambigue; protagonista è la giovane Marianne, che manda in fumo il fidanzamento organizzatole dal padre, venditore di giocattoli, con il macellaio Oskar, perché innamoratasi di Alfred, uno scommettitore perdigiorno che non ha intenzioni molto serie nei suoi confronti. Un errore che le costerà caro e che la vedrà trascinata nella vergogna e nella miseria.  “Nulla quanto la stupidità dà il senso dell’infinito”, recita l’esergo del testo, riassumendo l’agrodolce vicenda di Marianne e dei suoi compagni di sventure, tutti affannati in una tragicomica rincorsa del fato. 

“Dal punto di vista della messa in scena - afferma il regista Walter Le Moli - naturalismo e realismo, secondo le indicazioni dello stesso autore, si rivelano insufficienti; in particolare in Fiabe i protagonisti del gioco teatrale si delineano più come caratteri che come personaggi, esprimendo attraverso la grossolanità del tratto, tutta la complessità e al tempo stesso la spietatezza della natura umana. Questo testo è magnifico per gli attori che devono interpretare questi caratteri divertentissimi portando in scena la loro incoerenza, che è spesso la nostra stessa incoerenza, quella che oggi ci consente di essere democratici e allo stesso tempo volere sterminare il prossimo, generosi e avidi, ecologisti e consumisti…

“Come tutti i testi di Horváth anche Fiabe porta tematiche ricche di significati, capaci di suscitare molte paure, – prosegue Le Moli - quindi è necessario trasferire sulla scena la leggerezza della sua scrittura, il suo divertimento. Inoltre Fiabe è concepito in maniera musicale e ha la struttura di un’operetta basata sui grandi valzer di Strauss, con recitativo obbligato: questo conferisce levità, trasmettendo l’eco della grande civiltà asburgica ormai in decadenza. Info biglietti e prenotazioni: tel. 0521/230242, biglietteria@teatrodue.org - www.teatrodue.org

GIOVENTU’ SENZA DIO

trittico di Ödön von Horváth

progetto diretto da Walter Le Moli

produzione Fondazione Teatro Due

FIABE DEL BOSCO VIENNESE - dal 9 al 14 gennaio 2014

9, 10 e 11 gennaio 2014, ore 20.30

12 gennaio 2014, ore 16.00

13 gennaio 2014, ore 20.30

14 gennaio 2014, ore 20.00

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