Una fiaccola che illumini Parma

Nuova fiaccolata per dire no all'inceneritore: il 9 settembre il corteo partirà da piazzale Santa Croce

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Sarà ancora per le strade che Parma dirà no all'inceneritore di Ugozzolo, cancellandolo definitivamente dal proprio futuro.Una nuova manifestazione popolare, che vedrà riuniti tutti coloro che pretendono una gestione dei rifiuti senza inquinamento, senza rischi per la salute, senza sprechi di materia, senza regali ai poteri forti.

Sarà il 9 settembre, una manciata di giorni prima che il Tar entri nel merito del provvedimento di sospensione che il comune di Parma ha emesso nei confronti di Iren per mancanza del permesso a costruire per ben due volte, il 1° luglio e il 22 agosto.

Sarà piazzale della Croce che accoglierà ancora una volta il popolo della salute, ancora una volta senza colori di partito, trasparenti come l'aria che vogliamo per Parma, con le sole bandiere corsare che oggi sono il simbolo in tutta Italia dei No Ince.

Ci siamo chiesti se aveva senso riportare la gente in strada ancora una volta per lo stesso tema.
Ci siamo convinti che mai come ora, con il cantiere sospeso dallo scorso luglio, si debba capire che Parma ha già deciso, con o senza il referendum, quale deve essere il futuro per la propria città, per i propri figli.

Oggi vogliamo guardare oltre il forno e cominciare a ragionare e progettare l'alternativa, che è possibile e costa meno, come stanno facendo i cugini reggiani, appena dopo l'Enza.
Anche il tabù dell'impossibilità e del rischio Napoli è tramontato alle spalle degli irriducibili sostenitori di questa pratica obsoleta, ormai considerata fuori tempo dall'Europa.

Invitiamo in questi giorni anche i comitati fuori città a dare la loro adesione alla fiaccolata, perché questa battaglia è un po' quella di tutti i cittadini d'Italia che non vogliono soccombere sotto i fumi e le scorie degli inceneritori.

Come gli amici di Modena, che nel mese di agosto hanno potuto respirare all'aria aperta perché l'inceneritore era spento, e il uso afflato mortifero non opprimeva quartieri e paesi vicini.
Lo si fa per Napoli, che dopo decenni in incuria ha imboccato la strada giusta della raccolta differenziata porta a porta, l'unico strumento che batte coi numeri l'inceneritore affamato.
Lo grideremo forte per Trento, che conduce da anni un digiuno contro i progetti di un nuovo mostro tra le valli alpine.

Vorremmo che il 9 settembre, a due giorni da quel tragico 11 settembre che cambiò la storia, la speranza di una Parma meno inquinata dai fumi e dagli affari nascosti, venisse allo scoperto e diventasse palese, un lampo condiviso e inarrestabile che lasci il segno, una volta per sempre.

In questi lunghi e bui anni di lavoro incessante, per far passare un'informazione che veniva impedita e taciuta, abbiamo avuto sempre davanti il miraggio di un cantiere fermo, di un qualche segnale confortante e positivo nella via di un ripensamento e di una riconversione.

Ora abbiamo anche i numeri dalla nostra parte.

Una grande multinazionale olandese pronta a tendere la mano a Parma per condurla a rifiuti zero, la popolazione della città pronta a fare il grande salto, un'economia che poggia su cibi sani e puliti che potrebbe ribadire al mondo la propria unicità, industrie che a fianco del mostro rischiano immagine e soldi, e che invece potrebbero dare il loro contributo alla strada maestra verso il virtuosismo, che tanti comuni in Italia come Colorno hanno già sposato.

Noi ci aspettiamo questo per il 9 settembre.

Un grande forte inequivoco segnale.

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