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Fiaccolata per Patience e Maddy, papà Fred: "Scusate"

Un abbraccio commosso da parte di tutta la città alla famiglia Nyantakyi

Dalla Chiesa di San Leonardo fino al civico 21 ci sono circa 500 metri di strada. La via è breve, come breve sono state le vite spezzate dalla furia incosciente di Solomon Nyantakyi che martedì si è abbattuta su Patience, la mamma di 43 anni e sull'esile corpo della sorellina Maddy che di anni ne aveva solo 11. Via San Leonardo giovedì intorno alle 20:30 si è gonfiata di gente: persone di ogni etnia, prevalentemente ghanese, si è riversata in strada per stringersi attorno al povero Fred, rimasto per tutta la camminata in silenzio. Stretto tra le braccia di amici e familiari, reggeva in mano una candela che via via si andava consumando, si spegneva. Come si è spenta la sua speranza di tenere unita una famiglia. Nonostante gli sforzi e i tentativi di regalare a lui, alla moglie e ai figli una vita migliore, non ci è riuscito, ma non per colpa sua. Si è stretto nel suo dolore Fred, perso in uno sguardo che non aveva nessuna meta, che non puntava a nessuna parte. Un paio di volte ha alzato il capo guardando dritto verso quel palazzone che adesso spaventa parecchio.

Dietro di lui c'erano centinaia di persone che lo accompagnavano, che lo sorreggevano, che lo spingevano ad andare avanti, commossi, con il viso rigato da lacrime e segnato dalla sofferenza per un delitto atroce che rimane ancora senza un perché. In un pianto composto, in una preghiera raccolta, Fred e la comunità ghanese del San Leonardo si sono raccolti per rivolgere l'ultimo saluto a due vittime innocenti. Ad aspettarli, nei pressi dell'ingresso di casa, un sacco di gente che deponeva sullo scalino e alla porta a vetro candele, fiori e bigliettini. Orsetti e pupazzi erano stati messi qualche ora prima per onorare la memoria della piccola Maddy. Una scritta campeggiava su un foglio a quadretti dove c'era un cuore grande, spigoloso, con un messaggio che intimava di non toccare i bambini. "I bambini non si toccano", con tanto di versione in inglese. Poi una lettera a due pagine e un altro messaggio: "Adesso due angeli ci guarderanno dall'alto". E ancora: "Maddy, amica speciale". 

Intorno commozione e lacrime, facce gonfie dall'emozione e sentimenti scossi, strattonati. C'era anche Federico Pizzarotti che ha cercato di rianimare l'inconsolabile Fred, composto nel suo silenzio, stretto in una camicia blu scuro che dispensava cenni sicuri e gesti di consenso. "Chiediamo scusa a Parma e a Via San Leonardo", ha detto il ghanese. "Noi siamo gente onesta, lavoriamo sodo e quest'episodio ci ha sconvolto - dice dopo il rappresentante della comunità". Fred ha chiesto pure scusa alla fine, scusa per una situazione che nessuno avrebbe voluto che accadesse, lui in primis.

Una storia triste, disumana, che nessuna parola e nessun gesto potrà alleggerire. "Ci provo, ma sicuramente non riuscirò - ha detto Pizzarotti al microfono -. La città vi è vicina in questi momenti.  Per noi non c'è distinzione, c'è solo la volontà di stare vicino a tutti i cittadini, sono qui per voi, soprattutto per voi. Spero che però questa vicinanza umana possa essere un sollievo...". Con gli occhi lucidi, Pizzarotti cerca di alleviare un dolore che verrà schiacciato da mille pensieri e da una domanda. "Perché?". Dalla chiesa di San Leonardo fino al civico 21 sono circa 500 metri. La via è stata breve, non per Fred che ha condotto la sua passeggiata più lunga per raccogliere le immagini sbiadite di una foto che non c'è più. 

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