Lavoro, Insurgent City presenta 'La strategia del maglione'

Stasera, giovedì 20 dicembre alle 21.30 al circolo Arci Zerbini Maria Elena Scandaliato "La strategia del Maglione" sull'accordo di produttività in Fiat. Insieme all'autrice Piermichele Pollutri dell'Usb Parma

Il collettivo Insurgent City, giovedì 20 dicembre, alle ore 21,30, presso il circolo Zerbini di via Bixio, presenterà il libro di Maria Elena Scandaliato “La strategia del Maglione”. Insieme all'autrice e a Piermichele Pollutri (Usb Parma) discuteremo di Fiat, del nuovo piano sulla produttività siglato nei giorni scorsi.

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"Quello che è successo in Fiat negli ultimi anni -si legge in una nota di Insurgent City- non riguarda semplicemente il futuro di una delle più importanti industrie italiane, ma è una vicenda che segna una svolta drammatica per tutti i lavoratori . Lo dimostra il recente accordo sulla “produttività”, che ha visto anche l'adesione di Cisl e Uil. L'accordo prevede una significativa riduzione del diritto di sciopero, lega i salari ai profitti delle singole aziende (in un periodo di crisi come questo...), segna la fine del contratto collettivo nazionale. Un peggioramento delle condizioni di vita di milioni di lavoratori deciso a tavolino e passato sostanzialmente inosservato sui media, impegnati a seguire l'interessantissima sfida tra Renzi e Bersani.

Quell'accordo è figlio dei referendum/ricatto a Mirafiori e Pomigliano, della propaganda odiosa che scaricava sugli operai, e solo su di loro, i problemi di una fabbrica che ha ingoiato per decenni soldi pubblici e che non ha investito nulla in innovazione, ingrassando proprietari e managers.
La vicenda Fiat ci parla della drammatica situazione dei lavoratori in Italia, schiacciati tra precariato, caporalato, salari da fame e peggioramento costante delle condizioni di sicurezza, accettate sotto la minaccia di una disoccupazione lunga e senza speranza. Una situazione che ha visto saldamente al fianco del Lingotto il Governo Berlusconi, il Governo Monti, i sindacati “gialli” Cisl e Uil e la totalità dei partii politici rappresentati in Parlamento.

Eppure questa storia ci consegna anche una classe operaia che, nonostante sia stata lasciata sola ad affrontare il ricatto della disoccupazione a fronte di una svendita di diritti conquistati in anni di durissime lotte, ancora non piega la testa, tant'è vero che al referendum farsa di Mirafiori gli operai danno una lezione di dignità votando in maggioranza No al piano Marchionne, che passa solo grazie ai voti dei colletti bianchi (che a differenza degli operai subiranno conseguenze trascurabili dal “nuovo accordo”)".

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