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Fidenza: polemica tra Rainieri e Massari sulle infiltrazioni mafiose

Il consigliere regionale della Lega afferma: Fidenza porta i segni di episodi recenti, in forte odore di criminalità. Né il sindaco, né qualcuno dei suoi assessori si sono impegnati abbastanza". Massari replica: "accuse di cui dovranno rispondere".


Polemiche tra la Lega Nord e il PD a Fidenza, polemica tra il segretario regionale della Lega e consigliere regionale Fabio Rainieri e il sindaco di Fidenza Andrea Massari, che si è sviluppato in un botta e risposta a colpi di comunicati stampa dopo l'approvazione da parte di comune e regione, di un accordo di programma per promuovere l'antimafia. Raggiunto l'accordo il sindaco Massari aveva espresso soddisfazione, spiegano le varie fasi del programma.

L'accordo prevede incontri formativi e iniziative per il pubblico impiego, le scuole e la società civile.

Il consigliere Rainieri insieme con un'esponente locale della Lega Nord, Samantha Parri, affidano il loro commento a un comunicato stampa e si dicono basiti “dalla superficialità e dai toni trionfalistici con cui il sindaco di Fidenza, Massari, va sbandierando le risorse ottenute dal Comune attraverso la Regione, che dice saranno spese per fare incontri nelle scuole e con la pubblica amministrazione (ai dipendenti comunali; ndr), per parlare delle infiltrazioni mafiose. Soprattutto, dopo che la Lega aveva già espresso il suo dissenso anche su di un organismo come la consulta antimafia, riunitasi per la prima volta nella sala polivalente dell’Assemblea regionale, lunedì scorso, mentre aveva proposto una commissione con ben altri scopi e poteri già a marzo, quando esplose in tutta la sua drammaticità il caso “Aemilia”, sul sistema degli appalti e le infiltrazioni della malavita (si vedano gli episodi di Brescello o Finale Emilia, ed il caso Concordia).

“Il sindaco di Fidenza la smetta di riempirsi la bocca di cose inutili, ed inizi a fare chiarezza su episodi poco puliti accaduti in città, sui quali i cittadini nutrono forti preoccupazioni”.  

“Fidenza – dicono Rainieri e Parri – porta i segni di episodi recenti, in forte odore di criminalità. Né il sindaco Massari, né qualcuno dei suoi assessori si sono impegnati abbastanza, affinché sia fatta giustizia su questi fatti, mentre notiamo un preoccupante muro di omertà dietro a questioni che invece andrebbero presto chiarite.» Quello che la Lega Nord sostiene con convinzione è che «I fidentini non vogliono la mafia a casa loro e vogliono che i loro amministratori facciano qualcosa di concreto, che non si limiti alle belle parole per strappare qualche applauso. Riprenda, dunque, Massari, l’idea della Lega, inopinatamente bocciata dal Pd in Regione: ovvero, di istituire una commissione d’inchiesta sui crimini irrisolti in città e su infiltrazioni mafiose in vari settori dell’economia e della società fidentina; simili o uguali a quelli che ha svelato l’inchiesta “Aemilia” in tante altre realtà emiliane”.

A stretto giro è arrivata la replica di Massari: “Non mi soffermo neanche sulle frottole formulate nei miei confronti, perché so che ad un professionista della politica come Rainieri che salta dal Senato alla Regione ben pagato dai cittadini, riesce sempre comodo ridurre il dibattito ad un bersaglio da colpire e infamare – commenta Massari –. Quello che mi preme dire in questa sede è quello che dico da quando sono Sindaco: chiunque abbia notizie, prove, sospetti, venga nel mio ufficio a qualsiasi ora del giorno e della notte, mi scriva, mi telefoni. Troverà la porta sempre aperta e sarò ben lieto di portare chi ha qualcosa da dire a denunciare tutto. Lo ripeto perché le balle stanno a zero: la mafia si combatte con la prevenzione, con l'educazione nelle scuole e nella società, con la Pubblica amministrazione sana e con la tolleranza zero”.

Il sindaco spiega che “in questi primi 15 mesi abbiamo fatto tutto quello che la Lega non ha fatto in 5 anni al governo di Fidenza e che pure avrebbe potuto intraprendere.

Fidenza si è schierata con Don Ciotti nella straordinaria avventura di Avviso Pubblico, Fidenza ha investito 100.000 euro nel riuso del podere “Millepioppi” confiscato alla mafia mettendolo a servizio delle start-up giovanili. Fidenza è tra le primissime realtà che rientrano nell'accordo di programma con la Regione Emilia-Romagna per sostenere la formazione dei dipendenti pubblici, degli amministratori, degli studenti e dei cittadini. Un'esperienza bellissima, perché la mafia non la ferma un Sindaco a mani nude ma una comunità intera, coesa e consapevole. Fidenza è stata orgogliosa di aver pagato i pullman che hanno portato a Bologna tantissimi dei nostri ragazzi alla grande manifestazione di Don Ciotti.

Fidenza ha detto basta, una volta per tutte, alle gare d'appalto col massimo ribasso, che sono ovunque strumento che facilita le cattive imprese e la cattiva occupazione”.

Per questo, “Rainieri e i suoi sodali se ne facciano una ragione, noi andremo avanti, ancora più determinati dopo le loro accuse e il loro procurato allarme di cui, comunque, saranno chiamati a rispondere. Lo dico da persona libera, che riconosce un buon lavoro fatto anche a chi non la pensa come me, ma che applica lo stesso rigore contro chi si permette di dire che Fidenza e i fidentini sono una colonia di Cosa Nostra”.

Infine, Massari suggerisce “a Rainieri di leggere bene come compitino della sera le intercettazioni di “Aemilia”, scorrendo uno ad uno i nomi che compaiono. Di sicuro non troverà né il mio, né quello dei miei amministratori e collaboratori. E intanto che c'è, rifletta su questo tema: con la demagogia e le frottole, la mafia non si combatte”.


 

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