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Fidenza Village, l'imprenditore Saldarini: "Costretti a licenziare 44 lavoratori"

Nel 2016 inchiesta della Finanza per il sistema apertura-chiusura dei negozi e l'affitto del ramo d'azienda: "La chiusura del negozio di Fidenza ci obbliga all'immediata messa in liquidazione e chiusura dell'intera azienda"

Fidenza Village e sistema dell'affitto di rami d'azienda. La Guardia di Finanza, nel 2016, ha avviato una maxi indagine che ha portato a contestazioni fiscali per oltre 7 milioni di euro, che ha preso di mira proprio il sistema dell'apertura e della chiusura dei negozi e quello dell'affitto del ramo d'azienda. Oggi l'imprenditore Francesco Saldarini torna a denunciare, come aveva già fatto l'anno scorso, la situazione: "La chiusura del negozio di Fidenza ci obbliga all'immediata messa in liquidazione e chiusura dell'intera azienda"

"La vicenda vi è ben nota, ed è stata ampiamente trattata sulla stampa nazionale - scrive Francesco Saldarini. Fidenza Village affitta i propri immobili con contratti di "Affito di ramo d'aziensa". In questo modo non garantisce agli affittuari alcuni vantaggi, come il rinnovo automatico del contratto alla prima scadenza, possibilità per il solo affittuario di recedere in caso di gravi motivi, riconoscimento delle migliorie apportate ai locali dall'affittuario, indennità di buona uscita fino a  18 mesi del canone di affitto in caso di mancato rinnovo del contratto alla seconda scadenza. L'affitto di "rami d'azienda" determina però l'obbligo di preservazione dei rapporti di lavoro ad ogni passaggio nella gestione del ramo d'azienda (articolo 2112 Codice Civile - che recepisce la normativa europea).

Fidenza Village, però, per non farsi carico dei lavoratori nel momento in cui ri-subentra nel possesso dei rami d'azienda (alla scadenza dei contratti di affitto, od in caso di recesso anticipato), impone contrattualmente agli affittuari di licenziare i lavoratori prima della riconsegna dei locali (rectius del ramo d'azienda), e li opprime con gravose penali in caso di rifiutoi. La penale può arrivare fino a 5.000 € per ogni giorno di ritardo in tali licenziamenti (dicasi altrimenti 1,86 Milioni su base annua). A titolo esemplificativo Fidenza Village ci ha fatturato 1 milione di euro (poi azionati con un decreto ingiuntivo ) per non aver licenziato 5 dipendenti alla scadenza del contratto di affitto, ovvero per indurci a farlo. E' nostra ferma convinzione che Fidenza Village non affitti alcun ramo d'azienda, e la questione verrà trattata dalla Corte di Appello di Bologna il 7 aprile"

"Ferma restando per ora la qualificazione di "Affitto di ramo d'azienda" dei contratti imposti dal Fidenza Village agli affittuari -prosegue l'imprenditore- il Tribunale di Parma ha già dichiarato per ben 3 volte la nullità della clausola con cui il centro commerciale chiede - nei fatti - i licenziamenti, e così pure ha decretato la nullità delle penale con cui il centro si assicura tali licenziamenti. Fidenza Village continua a rifiutarsi di prendere in carico i lavoratori e gli uffici provinciali preposti -ad oggi- non intervengono. La beffa per le poverette, è che non essendoci stato alcun licenziamento, queste non possono neppure iscriversi alla disoccupazione, circostanza che aggrava ancor più la loro già precaria situazione famigliare, senza contare che fra loro una è madre single, ed un'altra ha il marito invalido e procurava l'unico reddito della famiglia. Per quanto riguarda la nostra storica attività aziendale la chiusura del negozio di Fidenza, che era il nostro punto vendita più importante e redditizio, ci obbliga all'immediata messa in liquidazione e chiusura dell'intera azienda e lasceremo a casa 44 lavoratori, laddove la Legge sulla Locazione Commerciale ci avrebbe garantito il rinnovo del contratto di affitto fino al 2014 ed il prosieguo dell'attività". 

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