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Leo è fuori pericolo: il figlio di 6 mesi di capitan Morrone sta meglio

Il professor Roberto Delsignore, responsabile medico del Parma: "La situazione è rientrata grazie alle cure della divisione di Rianimazione del Maggiore ed è stata gestita in modo ottimale"

E' ancora ricoverato nel reparto di terapia intensiva all'Ospedale Maggiore, ma è definitivamente fuori pericolo, Leo, il figlio di 6 mesi del capitano del Parma Stefano Morrone, colpito ieri da una crisi respiratoria mentre il padre stava disputando la gara di campionato con il Bologna e che ha fatto tornare il giocatore a Parma tra il primo e il secondo tempo. Il piccolo, in tarda mattinata, è stato sottoposto a nuovi accertamenti ma le sue condizioni non destano più preoccupazione.

"La situazione è rientrata grazie alle cure della divisione di Rianimazione dell'ospedale Maggiore ed è stata gestita in modo ottimale - ha detto oggi il professor Roberto Del Signore, responsabile medico del Parma intervistato da Teleducato - Quando il papà Stefano Morrone ieri è arrivato in ospedale il quadro clinico era ancora abbastanza preoccupante, poi, successivamente, quando io sono rientrato da Bologna, la situazione era già notevolmente migliorata. Posso aggiungere anche, perché ho avuto contatti durante la mattinata, che a questo punto la situazione sia veramente sotto controllo".

LE PAROLE DEL CAPITANO
“Alla fine del primo tempo siamo rientrati normalmente negli spogliatoi dove il mister ha iniziato ad analizzare con noi la gara e a darci le sue indicazioni. Poi però il direttore Leonardi mi ha chiamato fuori e mi ha detto che Leo era stato ricoverato in terapia intensiva a Parma. Mia moglie Vanessa aveva avvisato Sandro Melli dieci minuti dopo l’inizio della partita ed era in contatto telefonico con il professor Delsignore e con il dottor Ballini. Non ci ho pensato un attimo. Ho chiesto di potermi cambiare all’istante e correre all’ospedale. Ringrazio mister Donadoni e la società che mi hanno subito appoggiato nella decisione, cosi come la terna arbitrale che ha capito la situazione. E’ stato il viaggio più lungo della mia vita – prosegue il capitano -.  Mi sembrava di non arrivare mai. Ad accompagnarmi a Parma sono stati il segretario  Alessio Paini, il suo collaboratore Dario Della Corte e l’osservatore Emilio Affuso. Hanno condiviso con me tutta la tensione e la mia preoccupazione. Li ringrazio. Adesso che Leo, grazie al cielo, è fuori pericolo riesco veramente a realizzare quante testimonianze di affetto e solidarietà abbiamo ricevuto in queste ore io e la mia famiglia. Nell’impossibilità di farlo personalmente ci tengo allora a ringraziare tutte le persone che ci sono state vicino. La società, dai dirigenti allo staff medico. Il personale dell’Ospedale che ci ha seguito. I compagni di squadra. I tifosi che ci hanno mandato tanti messaggi, la stampa. Grazie per la comprensione e la solidarietà”.

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