Fingono un assalto armato al portavalori e rubano 10 milioni di euro: arrestati due vigilantes

In manette un 62enne crotonese e un 35 napoletano, i due avevano chiamato la polizia da un bar di Parma denunciando la finta rapina: il bottino era a casa del nipote di uno dei due

Hanno simulato una rapina a mano armata per cercare di rubare 10 milioni di euro, tra rolex, gioielli e denaro in contanti, chiamando la polizia da un bar di Parma, in strada del Traglione. Due vigilantes italiani, un napoletano di 35 anni e un crotonese di 62 anni, sono stati arrestati mentre il bottino - che era stato portato nel garage del nipote di uno dei due a Reggio Emilia, è stato recuperato. Il nipote, un 44enne, è stato denunciato. 

Secondo il racconto delle presunte vittime, poi risultato totalemente inventato, la rapina sarebbe stata messa a segno nella notte del 31 ottobre, tra le 2 e le 3, ai danni di un furgone portavalori tedesco. Secondo il racconto dei due addetti, italiani residenti in Germania, che hanno chiamato la polizia da un bar di Parma, il portavalori sarebbe stato assaltato lungo l'A22, nei pressi di Carpi, mentre il mezzo si spostava in direzione sud.

Le due guardie giurate - italiani residenti da tempo a Stoccarda dove ha sede la ditta di trasporto per cui lavorano - sono stati interrogati a più riprese e separatamente: questo ha fatto emergere alcune incongruenze nelle versioni da loro fornite, indirizzando gli inquirenti su alcune piste precise. L'indagine è stata rapida e si è conclusa, in questa prima fase, ieri sera intorno alle 22, con il fermo dei due, accusati di aver simulato la rapina per intascare gli oggetti di grande valore che costituivano il loro carico.

La svolta è arrivata grazie alle immagini di videosorveglianza, con un varco stradale posto tra Carpi e Correggio che ha in effetti ripreso il transito del veicolo portavalori, preceduto da quello che si riteneva essere il furgone dei rapinatori che aveva sbarrato loro la strada in A22 poco prima del casello carpigiano. Le indagini hanno però permesso di scoprire che il mezzo in questione era in realtà di proprietà di un artigiano residente a Reggio Emilia, guardacaso imparentato con una delle due guardie giurate.

Pezzo dopo pezzo il castello messo in piedi dai due è crollato. Gli agenti della Squadra Mobile hanno fatto irruzione nell'appartamento del 44enne reggiano mentre questi era a cena con moglie e figlia: dopo 10 minuti di pressione l'uomo è crollato e ha confessato di aver aiutato lo zio a mettere in atto la finta rapina. Poco dopo è stata ritrovata anche la refurtiva, stoccata in un garage di via Goito, sempre a Reggio, di proprietà di un'altra persona del tutto estranea ai fatti.

In queste poche ore di indagine i poliziotti hanno anche svolto diverse intercettazioni, telefoniche e ambientali, sul conto dei due, scoprendo che erano già in possesso di un biglietto aereo per fare ritorno in Germania. Per evitare la fuga, dunque, i due sono stati sottoposti a fermo e trattenuti per essere interrogati nuovamente. Si tratta di un 35enne di origine napoletane e di un 62enne originario della provincia di Crotone, zio del basista reggiano. Quest'ultimo, vista la disponibilità a collaborare, al momento è stato denunciato a piede libero

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