Fisac, Enrico Segantini è il nuovo segretario dei sindacato dei bancari Cgil

La “questione contrattuale” rappresenta una delle priorità di questa rinnovata segreteria il cui impegno prioritario, spiega Segantini “dovrà necessariamente essere orientato a contrastare il tentativo da parte di ABI di destrutturare il contratto nazionale"

Il Comitato Direttivo della FISAC CGIL di Parma (il sindacato dei lavoratori bancari e assicurativi) ha eletto nei giorni scorsi, a stragrande maggioranza, con 18 voti favorevoli, 1 contrario e 2 astenuti (21 i votanti sui 31 aventi diritto), Enrico Segantini nuovo segretario generale della categoriaClasse 1952, laureato in Scienze Politiche a Bologna, nel 1979 Segantini entra a lavorare in Banca Monte Parma, dove rimane per circa 35 anni. Il suo lungo percorso nel sindacato inizia nel 1980, quando viene eletto rappresentante sindacale (RSA) in Banca Monte.

Già nel 1982 entra nella segreteria provinciale dell’allora FIDAC che di lì a poco sarebbe divenuta FISAC CGIL, della cui sezione parmigiana diventerà segretario generale nel 1988. Andrà poi, nel 1991, in segreteria regionale FISAC Emilia-Romagna, che nel 2002 lo vedrà segretario generale. Alla fine dello stesso anno riceverà un incarico presso il Dipartimento Contrattuale della FISAC CGIL nazionale, nella cui segreteria approderà nel 2006 per restarvi fino alla naturale scadenza del mandato con l’ultimo recente congresso di categoria. E proprio la “questione contrattuale” rappresenta una delle priorità di questa rinnovata segreteria – oltre ad eleggere il segretario generale il Direttivo ha riconfermato Daniela Solimei e Barbara Bottarelli – il cui impegno prioritario, spiega Segantini “dovrà necessariamente essere orientato a contrastare il tentativo da parte di ABI di destrutturare il contratto nazionale e, in prospettiva, l’intero settore. In tal senso la vertenza Banca Monte 

Parma costituisce un punto di snodo emblematico e paradossale: in un gruppo bancario come quello di Intesa San Paolo, che conta 90mila dipendenti, come è possibile che non si trovi una soluzione per i 500 lavoratori di Banca Monte, che vengono minacciati di perdere il posto se non accetteranno una riduzione dei compensi? A meno che questo ricatto non abbia a che fare con il tentativo da parte di ABI, a capo della cui delegazione trattate vi è - guarda caso - il vicepresidente di ISP, di dequalificare il CCNL abbassando diritti e costo del lavoro dei dipendenti di tutto il comparto”.

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“A Parma - prosegue Segantini – il settore creditizio conta tra i 3500 e i 4000 addetti, che negli ultimi anni (dal 2011) hanno assistito alla progressiva chiusura di molti sportelli. Certo, la crisi ha inciso, ma il vero problema, che non è giusto siano i lavoratori a pagare, sono le sofferenze nei crediti dei grandi gruppi imprenditoriali”. “La situazione conclude - è molto preoccupante perché, rispetto al passato, quando nelle trattative ci chiedevano di ridurre qualche diritto o parte del salario, oggi mi pare che il progetto sia più ambizioso: creare un settore a velocità differenti, a seconda che si rientri nell’area commerciale, dove si vorrebbe che chi vende sia pagato a risultato, nella sportelleria, dove si ventila addirittura l’ipotesi appaltare la rete, o nei contratti complementari (ai quali si vorrebbe applicare un contratto più “economico” per le aziende, come quello del commercio). Insomma, siamo in un momento molto delicato, e il sindacato non può restare a guardare”.

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