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Flash Mob in piazza Garibaldi: su un piede solo contro il precariato

Ore 16.30: risuona un megafono e all'improvviso tutti i partecipanti si mettono su un piede solo, simbolo d'instabilità e precariato, e rimangono così per due minuti cercando di tenersi su l'uno con l'altro

flash-mob-megafonoflash-mob-megafono_1Pochi minuti a disposizione per comunicare un messaggio significativo, e anche oggi Piazza Garibaldi è tornata ad essere teatro di un flash mob, questa volta organizzato dalla Rete degli Studenti Medi. Numerosi giovani si sono ritrovati per manifestare simbolicamente contro il precariato dell’istruzione, preoccupati da uno scenario attuale che lascia poco spazio ad un futuro di crescita culturale e lavorativo.

L’atmosfera che si respira aspettando le 16.30, ora d’inizio del Flash Mob, è come al solito elettrizzante, in una piazza che pare vivere della solita quotidianità. Ore 16.20 iniziano ad arrivare ragazzi da via Cavour e via Mazzini, portano attaccati alle giacche gli adesivi della Rete degli Studenti Medi. Ridono, si salutano, e anche se in molti fanno finta di niente, come richiesto nel comunicato diffuso su Facebook, si capisce che qualcosa sta per accadere.

Gli organizzatori controllano la situazione, vogliono che anche i ragazzi appena usciti dall’istituto d’arte Toschi facciano in tempo a raggiungere il gruppo. Ore 16.30, risuona il richiamo di un megafono, e all’improvviso tutti i partecipanti si mettono in equilibrio su un piede solo, simbolo perfetto d’instabilità e precariato, e rimangono così per due minuti circa, cercando di tenersi su  l’uno con l’altro.
Dopo due minuti risuona il megafono, segnale conclusivo della protesta, e così tutti i “precari” presenti si lasciano cadere circondati dai passanti incuriositi dalla vicenda.

“Siamo molto soddisfatti per la partecipazione che abbiamo ottenuto”, affermano gli organizzatori. “E’ un primo passo verso la manifestazione che si terrà mercoledì 17 novembre, creata in collaborazione con L’Udu  di Parma, alla quale parteciperanno, oltre a noi studenti, anche professori, ricercatori, dottorandi e tecnici amministrativi. I flash mob sono sempre d’impatto, a maggior ragione quando vengono fatti per una giusta causa”.
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