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Sommovimento sociale dei precari: flash mob davanti alla Prefettura

Il ritrovo è domani alle ore 18. Alle 18:15, tutti fermi si guarda per due minuti la bandiera italiana che sventola. Poi una delegazione consegnerà al Prefetto la lettera da inviare al Presidente Berlusconi

L'evento è già presente su Facebook e si chiama “Il sommovimento sociale dei precari – la flash mob”. Il problema del precariato sta assumendo sempre più rilevanza sociale e i giovani, stanchi di sentir parlare di scandali, lotta alle intercettazioni e riforme ad hoc della giustizia e della scuola, chiedono a gran voce che per una volta si parli anche di loro, del difficile ingresso nel mondo del lavoro e dell'ardua strada per arrivare all'anelato posto fisso. Lo chiedono in particolare al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, attraverso una lettera che presto gli verrà inviata. Più di 100 firme sono già state raccolte. Perché tutto ciò? “Perché i precari non sono invisibili”. Questo il titolo del flash mob previsto per il giorno 3 dicembre alle ore 18 davanti alla Prefettura di Parma.

Ai lavoratori parasubordinati sembra non sia riconosciuto neppure il diritto di controllare la propria posizione previdenziale sul sito internet dell'Inps  e di simulare come sarà la propria pensione. In realtà, la maggior parte dei giovani non ha più neppure la speranza di arrivarci alla pensione!
Questi problemi verranno affrontati il 3 dicembre, ormai il metodo del flash mob è consolidato: i partecipanti vengono reclutati su internet e si danno appuntamento in un punto specifico della città, cercando di reclutare il maggior numero di gente possibile.
In questo caso, il ritrovo è alle ore 18.  Alle 18:15, tutti fermi si guarda per due minuti la bandiera italiana che sventola sotto la Prefettura per dire “Italia, esistiamo anche noi”. Infine alle ore 18:17, una piccola delegazione dei partecipanti consegnerà al Prefetto la lettera da inviare al Presidente Berlusconi.
 

LA LETTERA CHE VERRA' INVIATA A BERLUSCONI

Alla cortese attenzione della
On. Silvio BERLUSCONI
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Palazzo Chigi, Piazza Colonna, 370 -00187 ROMA Roma
E p.c.
Dott. ANTONIO MASTRAPASQUA
PRESIDENZA INPS
Via Ciro il Grande 21 00144 R O M A


OGGETTO: Richiesta del calcolo della pensione per i lavoratori parasubordinati

Egregio Presidente,

nei mesi scorsi in tutto il paese si è molto dibattuto delle dichiarazioni che avrebbe rilasciato il Presidente dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS) a riguardo delle pensioni dei lavoratori parasubordinati. Il Dottor Mastrapasqua, nel corso di un incontro pubblico, avrebbe detto “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”. La frase in questione sarebbe stata espressa in un convegno in cui venivano esposte le nuove possibilità riconosciute ai lavoratori italiani, tra cui vi è appunto quella di consultare on line sul sito dell’INPS la propria posizione previdenziale e una simulazione della pensione che si potrà ottenere una volta maturata l’anzianità contributiva. Tale possibilità, come Lei sicuramente saprà, non è riconosciuta appunto ai lavoratori parasubordinati.
Tale affermazioni, anche se smentite dal diretto interessato, hanno creato grave preoccupazione in tantissimi giovani lavoratori con contratti di parasubordinazione.
Con questa lettera siamo a chiederLE un impegno legislativo ormai non più rinviabile che interessi la categoria a cui nostro malgrado apparteniamo e che riguardi gli ammortizzatori sociali per i periodi in cui siamo senza occupazione.
Questo concerne la tutela di un nostro diritto fondamentale: il diritto all’informazione, riconosciuto dall’Articolo 21 della nostra Carta Costituzionale ed, in sede comunitaria, dal Trattato di Nizza.
Chiediamo quindi che Lei si faccia promotore nei confronti dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS) affinché sia resa accessibile anche ai lavoratori parasubordinati la possibilità di consultare una simulazione della propria pensione.
Certi di un Suo pronto impegno volto a garantire un nostro diritto fondamentale,

Le porgiamo distinti saluti
 
 

 
 

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