Fondazione Verdi, Corradi: "Sbloccare i 600 mila euro"

Il sindaco di Parma ha ereditato la funzione di presidente pro tempore della Società di Cultura Giuseppe Verdi. Corradi e Cavalli accusano: "Da quanto c'è lui il Consiglio di Amministrazione non si è più riunito"

“Convocare subito la Fondazione Società di Cultura Giuseppe Verdi, che ha ‘in pancia’ oltre 600mila euro, fondi utili alle celebrazioni del Bicentenario verdiano di quest’anno”. L’appello è dei consiglieri regionali della Lega Nord Stefano Cavalli e Roberto Corradi che in un'interrogazione chiedono alla Regione – socia della Fondazione con i comuni di Parma, Piacenza, Busseto e Villanova d’Arda e le province di Parma e Piacenza – di promuovere una nuova convocazione del Consiglio Generale della Fondazione, fermo da quasi un anno (l’ultima riunione risale al 24 aprile 2012), per destinare gli oltre 600mila euro, oggi in buona misura credito del Comune di Parma, “che sarà anche alle prese con le difficoltà finanziarie, ma sembra essersi dimenticato" di quei fondi.    

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“Da quando si è insediato il sindaco Federico Pizzarotti, che ha ereditato anche la funzione di presidente pro tempore della Fondazione, non si è ancora tenuta alcuna seduta del consiglio generale della Fondazione – fanno notare i consiglieri –. Alla seduta del 24 aprile, la Regione non ha neanche partecipato. Ricordiamo che l’allora presidente della Fondazione e commissario di Parma Mario Ciclosi si era addirittura reso disponibile a convertire il credito vantato dal Comune in contributo all’istituzione, proprio in virtù dell’importanza delle celebrazioni verdiane”.

“Nell’interrogazione Cavalli e Corradi chiedono quindi di conoscere “le decisioni assunte” nel corso dell’ultima riunione, le ragioni della mancata partecipazione della Regione e in che modo viale Aldo Moro abbia “promosso e finanziato” l’attività della Fondazione. “Suoniamo la ‘sveglia’ alla Regione – concludono i due consiglieri –, chiedendole se intenda avallare l’inerzia dell’attuale presidente della Fondazione, oppure abbia intenzione di sollecitare un minimo di attività o promuovere la nomina di un altro presidente pro tempore”.

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