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Camionista accoltellato: in manette due colleghi per lesioni gravissime

I carabinieri di Fidenza hanno ricostruito la vicenda: l'uomo è stato accoltellato davanti alla Cepim di Fontevivo dopo una lite per motivi banali surriscaldata dall'abuso di alcool. Arresto convalidato dal Gip

Aggressione con accoltellamento ad un camionista davanti alla Cepim di Fontevivo. I carabinieri della Compagnia di Fidenza, terminati gli ultimi accertamenti, chiariscono i dettagli dell'episodio avvenuto il 1° Maggio. L’allarme in centrale operativa è scattato intorno alle ore 4.30 quando è arrivata una telefonata dal Pronto Soccorso dell’ospedale di Parma per un paziente che riferiva semplicemente di essere caduto, nonostante il suo volto fosse una maschera di sangue che lasciava intravedere sulle guance profondi solchi. Un probabile ferito per accoltellamento.

Immediata l’attivazione dei Nucleo operativo dei Carabinieri di Fidenza e della Stazione di Fontanellato. Nonostante la reticenza del ferito, i militari hanno individuato tramite il 118 la persona che aveva attivato il soccorso. Si trattava del custode di un’impresa di trasporti del CEPIM di Fontevivo. Sul posto i carabinieri hanno trovato tracce di sangue per almeno mezzo chilometro lungo la via Madrid.

Il custode ha dichiarato di non sapere nulla se non che il ferito era un dipendente della stessa ditta e che nel corso della notte era stato svegliato dalle grida di aiuto di un uomo, identificato come S.L. La sera prima lo aveva visto in compagnia di altri dipendenti dell’impresa trasporti che avevano intenzione di trascorrere insieme la serata in trattoria. Fra di essi B. A. nato a Cinquefrondi (RC) nel 1986 e residente a Sant’Eufemia D’aspromonte (RC)  e  M. A. nato a Reggio Calabria nel 1980 residente a Santo Stefano D’aspromonte (Rc).

I militari hanno localizzato B.A. poco distante: dormiva all’interno del suo camion ma portava ancora addosso la sua camicia sporca di sangue e la perquisizione dell’abitacolo ha permesso di rinvenire anche un coltello a serramanico anch’esso sporco di sangue. M.A. è stato rintracciato poco più tardi con una telefonata: quando si è presentato i militari hanno notato che anche le sue scarpe presentavano tracce di sangue.

A quel punto, mentre B.A. e M.A erano trattenuti in caserma per accertamenti, gli investigatori in ospedale mettevano alle strette il ferito che è stato costretto ad ammettere che erano stati proprio i suoi due colleghi ad aggredirlo, per un banale litigio, dovuto anche all'eccesso di alcool ingerito la sera prima. S.L., dopo l'aggressione, era stato abbandonato per strada ed aveva fatto a piedi il tragitto fino alla sede della ditta.

Dal punto di vista prettamente giuridico, l’accusa non è di tentato omicidio – non risulta che ve ne fosse l’intenzione e le ferite non erano certo idonee a provocare la morte - ma di lesioni gravissime. S.L. è già stato operato ma dovrà subire altri interventi per cercare di ricomporre alla meglio i tratti somatici, irrimediabilmente trasfigurati. B.A. ed M.A. dichiarati in arresto accompagnati in carcere. Il Gip ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.

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