Fontevivo, per il 2014 svincolati 266mila euro dal patto di stabilità

Il Comune di Fontevivo riduce il saldo del patto di stabilità per il 2013. Il Comune beneficerà infatti di un bonus regionale di poco più di 215mila euro. L'assessore al Bilancio Agoletti: "Senza questa detrazione avremmo dovuto aumentare le entrate da imposte"

Il sindaco di Fontevivo Massimiliano Grassi

Il Comune di Fontevivo riduce, grazie al bonus regionale, il saldo del patto di stabilità per il 2013. La comunicazione, ricevuta nei giorni scorsi dagli uffici regionali, è stata ufficializzata dal sindaco Massimiliano Grassi e dal vicesindaco con delega al Bilancio Angelo Agoletti.
Il Comune beneficerà infatti di un bonus regionale di poco più di 215mila euro, cui si somma una detrazione statale di circa 36mila euro. Il totale fa scendere il saldo di patto così rivisto a 266.276mila euro da un iniziale somma pari a 518mila.

La differenza sarà utilizzata dal Comune di Fontevivo in parte per rifondere mutui contratti in anni precedenti, attraverso il sistema dell’estinzione anticipata, con un risparmio sugli anni a venire. Un’altra parte dovrà essere accantonata nel fondo Patto. Infine, una parte della somma sarà utilizzata per manutenzione stradale, come ha ricordato il Sindaco. “Si tratta di un aiuto importante – sottolinea il primo cittadino –. L’intervento della Regione è stato utile, ma purtroppo non sufficiente. Siamo stati penalizzati sul settore dell’IMU con una forte riduzione dei trasferimenti statali, che ci hanno creato non pochi problemi nel corso del 2013”.

“Questo bonus ci evita, comunque, di dover incidere sul reddito dei nostri cittadini – specifica Agoletti –. Senza questa detrazione avremmo dovuto aumentare le entrate da imposte. Nel 2013 abbiamo dovuto azzerare gli investimenti, se non per qualche manutenzione ordinaria, e concentrare tutte le voci di spesa su capitoli dedicati ai servizi essenziali alla persona, al disagio sociale, alla scuola. Il Bilancio 2013 è stato veramente all’insegna del risparmio: abbiamo tagliato molte voci, non indispensabili ma che contribuiscono al livello di qualità della vita, a fronte di un valore del contributo dei cittadini che è rimasto pressoché invariato”.

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