Dissesto in Appennino, danni per 40 milioni di euro. Bypassare la frana di Boschetto

L'obiettivo della Provincia è trovare una soluzione per la Massese, tracciando un percorso alternativo e provvisorio, e garantire il collegamento interrotto con la frana di Boschetto. Lettera dei parlamentari Pagliari e Maestri ai sindaci

Trovare una soluzione per la Massese, tracciando un percorso alternativo e provvisorio, e garantire il collegamento interrotto con la frana di Boschetto ai residenti e alle attività. E’ questo l’obiettivo della Provincia al quale stanno lavorando gli uffici tecnici del Servizio Viabilità. "La Massese è per un’arteria fondamentale per tantissime persone e il disagio provocato dallo smottamento è notevole - dichiara Andrea Fellini - per questo nonostante la fase ancora acuta di gestione dell’emergenza ci siamo messi al lavoro per progettare un’alternativa. I tecnici stanno studiando la realizzazione di un percorso provvisorio che bypassi la frana di Boschetto e possa dare sollievo ai residenti e alle attività dell'intera vallata. Speriamo fra pochi giorni di aver pronto un progetto di viabilità provvisoria, poi occorrerà che tutti gli Enti interessati facciano il possibile per reperire le risorse necessarie a attuarlo”.  

Sulle risorse sarà importante quanto dirà domani l’assessore alla Protezione Civile Paola Gazzolo che visiterà i luoghi con le maggiori criticità e le provinciali chiuse come la strada provinciale 13 dove incombe la frana di Signatico e Curatico; quella di Marra nel Cornigliese;  quella di Schia e la Massese a Boschetto nel comune di Tizzano. Intanto la conta dei danni continua a salire, circa 40 milioni di euro la cifra complessiva, di cui 10 milioni per la sola viabilità provinciale. Le criticità a cui la Provincia sta facendo fronte sono più di 150. L’Ente sta anche coordinando gli interventi di Protezione Civile, un sollievo per i tecnici che per giorni ininterrottamente hanno continuato a seguire l’evoluzione degli smottamenti più rischiosi e gli interventi di rimozione del fango. Sempre alla Provincia sono affidate le attività di monitoraggio del territorio e il raccordo tra i Comuni interessati dai dissesti.

"La Provincia di Parma, - ha continuato Fellini - nonostante i tagli che si sono abbattuti sul bilancio, sta impegnando le risorse rimaste distogliendole da altri servizi. In questi giorni è più che mai evidente che solo grazie ai tanti interventi fatti nel passato, circa 120milioni di euro investiti dal 2004 ad oggi per manutenzioni, dissesti e frane, la situazione non sia molto più grave".

LETTERA DI PAGLIARI E MAESTRI. Intanto non si ferma l'impegno degli onorevoli parmigiani Patrizia Maestri e Giorgio Pagliari a favore dei comuni parmensi colpiti in questi giorni da gravi fenomeni di dissesto idrogeologico. Una lettera è stata infatti inviata dai due parlamentari ai sindaci del territorio per manifestare la propria vicinanza ed esprimere la propria disponibilità ad ogni azione di pressione sul governo utile ad ottenere lo stanziamento di fondi e aiuti per le zone interessate. Nella missiva si ricordano le azioni già intraprese ma si sottolinea anche la volontà di proseguire nel percorso iniziato.

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Il prossimo passo sarà una mozione che sarà discussa già nelle prossime sedute di Camera e Senato, per ottenere “pronta risposta alle richieste presentate dalla Regione Emilia Romagna, al fine di consentire alla stessa, di poter provvedere in tempi rapidi al ripristino dei danni al patrimonio pubblico, al ristoro dei cittadini e delle imprese coinvolte, all'avvio della fase di ritorno alla normalità”. In particolare, l'attenzione è concentrata sulla richiesta, avanzata da Errani, dello stato di emergenza. Nel documento si chiede inoltre di concedere l'opportunità alla Regione e agli enti locali coinvolti di derogare dal Patto di Stabilità interno "relativamente alla spesa per investimenti, al fine di permetter loro di approntare autonomi interventi con oneri a valere su fondi disponibili nei bilanci regionale e comunali”. Infine si chiede di finanziare, con una quota fino ad un massimo del 25 per cento, interventi strutturali anche a favore dei soggetti privati e delle attività produttive danneggiate.

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