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Frane, sette provinciali chiuse. Lavori a Signatico e Schia

Si è lavorato anche questa notte sulla frana di Signatico, nel cornigliese, dove il fango rischia di ostruire il ponte sul quale passa la provinciale 13. Bollettino: 2 case inagibili, 4 a rischio nella zona di Lasagnana

Si è lavorato anche questa notte sulla frana di Signatico, nel cornigliese, dove il fango rischia di ostruire il ponte sul quale passa la provinciale 13, strada importantissima in questi giorni perché se malauguratamente si dovesse chiudere i collegamenti con Corniglio sarebbero da Berceto, attraverso strade comunali visto che la provinciale 74 è chiusa, o da Monchio. Sul posto tecnici della Provincia e volontari di Protezione Civile che hanno portato la torre faro grazie alla quale si è potuto continuare a rimuovere la colata di materiale fangoso anche nelle ore notturne. Sempre in zona è stata installata la roulotte di servizio in modo da tenere monitorata continuamente l’evoluzione della frana.

Peggioramenti anche sulla sp 65 per Schia dove ieri sera si è recato l’assessore Andrea Fellini. “C’è una frana molto vasta con un fronte di 400 metri appena sotto Musiara superiore e che rischia di travolgere il rio Parmossa. Questa mattina siamo stati sulla sp 54 delle Terme a Sant’Andrea Bagni dove una frana ha trascinato un tratto di strada. Lì il servizio Viabilità sta cercando di realizzare comunque una pista carrabile. Al momento sono sette le provinciali chiuse ma - dice - non è escluso che la Provincia sia costretta per ragioni di sicurezza a chiuderne altre. L’Appennino si muove ancora oggi, con le frane storiche e nuovi smottamenti. Continuano ad arrivarci segnalazioni dai Comuni” dice l’assessore alla Viabilità.

Al momento, è per fortuna, non sono segnalate evacuazioni quindi il bollettino resta quello di ieri: 2 case inagibili, 4 a rischio tutte nella zona di Lasagnana nei pressi di Boschetto. La Regione ha comunicato a Provincia e Prefettura la richiesta di stato emergenza avanzata al governo. Intanto sabato arriverà nel parmense l’assessore regionale alla Protezione Civile Paola Gazzolo insieme ai tecnici dell’Agenzia regionale.


IN EMILIA-ROMAGNA DANNI PER 100 MILA EURO. Sale a 100 milioni di euro - dai 63 annunciati nei giorni scorsi - la stima dei danni arrecati dal maltempo in Emilia-Romagna. La cifra - si legge in una nota del Pd di Parma - emerge da un vertice, tenuto a Roma, tra il presidente della Regione Vasco Errani e alcuni parlamentari del Partito Democratico emiliani rappresentativi delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna. Errani, prosegue la nota, "ha segnalato che la stima dei danni è salita a 100 milioni di euro, sollecitando deputati e senatori emiliano-romagnoli a sostenere la richiesta avanzata dalla Regione per ottenere dal Governo, in tempi rapidi, il riconoscimento dello stato d'emergenza formalizzato sabato scorso e il finanziamento di 63 milioni di euro per le opere di prima necessità". A giudizio del presidente dell'Emilia-Romagna, si legge ancora, "insieme alle risorse per arginare le situazioni di pericolo e di disagio più urgenti occorre intervenire sulla prevenzione di nuovi e potenziali rischi". In questa ottica, viene osservato, "la via indicata è quella di studiare per i Comuni una deroga al Patto di Stabilità, aprendo una finestra per investimenti ad hoc che oggi, altrimenti, sarebbero bloccati". Di concerto con i colleghi regionali, i due parlamentari parmigiani Giorgio Pagliari e Patrizia Maestri "già da oggi porteranno avanti al Senato e alla Camera un nuovo atto, una mozione, per arrivare al più sollecito intervento dell'Esecutivo". Al summit, oltre ai parmigiani Pagliari e Maestri, hanno preso parte i senatori Stefano Vaccari (Modena), Claudio Broglia (Bologna), Leana Pignedoli (Reggio Emilia) e l'onorevole Donata Lenzi (Bologna).

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