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Frane, peggiora la situazione sulla Sp 15: chiusa al traffico fino a Chiastre

Dopo i lavori eseguiti dalla Provincia in questi giorni riapre la provinciale 54 delle Terme che da Medesano arriva a Salsomaggiore. Ma accanto a questa buona notizia ne arrivano altre di segno opposto

Dopo i lavori eseguiti dalla Provincia in questi giorni riapre la provinciale 54 delle Terme che da Medesano arriva a Salsomaggiore. Ma accanto a questa buona notizia ne arrivano altre di segno opposto. Peggiora la situazione della sp 15 chiusa già da giorni a Riva dei Preti. Con una ordinanza la Provincia ha infatti allungato il tratto vietato al traffico che ora arriva fino a Chiastre, circa 5 chilometri di strada nella quale si concentrano due frane a Tavolara e Chiastre e due zone di caduta massi, oltre Riva dei Preti anche l’area sotto il castello di Ravarano. Nella serata di ieri, mercoledì, si è dovuto chiudere anche la sp 80 Sasso Monchio già riaperta oggi a fine mattinata a senso unico alternato. Anche qui il problema è dato dalla caduta di rocce e fango sulla strada.

Restano chiuse al transito le provinciali 81 Bedonia - Anzola, la 33 al Ponte di Gramignazzo e la 65 di Schia. Intanto questa mattina in Provincia l’assessore Andrea Fellini insieme al collega Ugo Danni e al dirigente Gabriele Alifraco ha fatto il punto sulla Massese con i sindaci dei Comuni che si trovano su questa importante arteria, i rappresentanti del Servizio tecnico di Bacino e del Consorzio di Bonifica. “Il nostro obiettivo è quello di lavorare insieme per pianificare interventi condivisi fra diverse istituzioni per riuscire a intervenire dove nessuno degli enti da solo sarebbe in grado di risolvere i problemi – spiega Fellini. Sulla Massese a Cisone la situazione è stabile grazie agli interventi continui della Provincia che anche ieri ha effettuato lavori di drenaggio per togliere acqua dal corpo di frana.

“La viabilità provinciale è in crisi – continua Fellini -  Stiamo lavorando ininterrottamente  per cercare di riaprire le strade nel minor tempo possibile e dove non ci si riesce stiamo predisponendo progetti di intervento. Fortunatamente gli investimenti fatti dalla Provincia negli anni hanno dato risultati, se no ci troveremmo in guai ancora più seri. E’ ovvio che per affrontare una emergenza di questo tipo servono risorse che oggi non abbiamo, che difficilmente riusciamo a recuperare nei nostri bilanci tagliati e ingessati dal patto di stabilità,,  e che qualcuno ci deve dare a partire dal piano di difesa del suolo presentato 10 anni al Ministero. Siamo ancora in attesa”.

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