Boschetto, famiglie isolate e strade franate. Brandini: "La situazione è drammatica"

L'assessore alla scuola del Comune di Tizzano: "Proprio sotto la frana una casa è stata evacuta e sicuramente verrà demolita. Fino a ieri siamo riusciti ad organizzare bene il trasporto per le scuole". Incontro in Provincia: danni per 10 milioni di euro

Maltempo, dopo le frane degli ultimi giorni Tizzano risulta essere uno dei territori più colpiti. Abbiamo parlato con Serena Brandini, assessore al bilancio e alla scuola del Comune che ha dichiarato a Parma Today : "La situazione è drammatica. La frana sul nostro territorio è in movimento e una parte della strada è scesa di 4 metri.  Inoltre proprio al di sotto di questo movimento una casa è stata evacuta, dopo la valutazione negativa dei tecnici, e sicuramente se dovesse sopravvivere verrà demolita. Un'altra abitazione invece è stata evacuata per precauzione a Selola, che si trova a un centinaio di metri da Boschetto. La situazione più preoccupante resta quella che riguarda la frana di Boschetto, dove per fortuna le abitazioni più vicine non sono a rischio".

Lo smottamento scendendo a valle ha messo fuori uso sia la strada provinciale che quella comunale e per questo Lavagnana è isolata. Ci sono 4 famiglie che abitano lì e che possono muoversi solo a piedi. Ci sono problemi anche per la provinciale che collega Parma a Lagrimone dove ci sono salumifici che hanno bisogno del costante rifornimento di materie prime. I mezzi pesanti riescono ancora a passare, ma c'è il rischio che l'aggravarsi della situazione possa rendere inagibile la strada. I residenti naturalmente sono i più colpiti dai disagi, visto che sono state contate 50 frane che interessano la viabilità. "Fino a ieri - ha concluso l'assessore Brandini - siamo riusciti ad organizzarci bene per il trasporto dei ragazzi a scuola, oggi invece abbiamo avuto maggiori difficoltà per la chiusura di un'altra strada". Intanto sulla frana di Boschetto la Provincia e la Protezione Civile sono al lavoro ma si teme per gli effetti che le pioggie previste nei prossimi giorni potranno determinare. Ora più che mai la montagna ha bisogno che arrivi la primavera!
 

INCONTRO IN PROVINCIA. Ci sono Tizzano, Corniglio e Neviano, e i sindaci di questi comuni preoccupati di quanto è accaduto e ancora potrà accadere perché la situazione cambia molto velocemente e le frane si ingrossano e scendono, gli smottamenti si moltiplicano, i pericoli aumentano. Ma c’è allarme in tutto il Parmense, soprattutto in Appennino, perché le emergenze sono tante e diffuse. E’ la specificità della provincia di Parma, una caratteristica che si trasforma in danni ogni volta che il maltempo si abbatte in queste zone. La conferma, se mai fosse stata necessaria, si è avuta anche dall’incontro di oggi, in Provincia, dove su invito del presidente Vincenzo Bernazzoli si sono riuniti, alla presenza del Prefetto Luigi Viana, i Sindaci dei comuni montani e collinari, i presidenti delle Comunità e Unioni montane, i rappresentanti degli Enti coinvolti e della Protezione civile. Tutti insieme per un confronto su quanto sta accadendo e ricevere le informazioni su come muoversi per trasmettere i dati sui danni. Soprattutto, agire in squadra a partire dalle richieste che saranno contenute in un documento unitario da inviare al Governo. La Regione ha già chiesto lo stato di emergenza e la Provincia di Parma ha rafforzato questa richiesta.

Che la situazione qui sia grave lo si sa da giorni, domenica l’hanno potuta verificare anche i tecnici del Dipartimento nazionale di Protezione civile venuti per un sopralluogo nelle zone più a rischio: nevianese, tizzanese e cornigliese ma anche nei comuni di Calestano e Berceto.  L’elenco delle frane, delle strade provinciali e comunali chiuse, delle abitazioni a rischio (otto)  o evacuate (due) continua ad allungarsi. L’ultimo divieto di transito è stato apposto stanotte sulla provinciale 65 che da Tizzano arriva a Schia, lo smottamento ha danneggiato l’acquedotto e ci sono rischi che un’altra frana coinvolga un impianto di liquami. Le emergenze si chiamano con i nomi delle località coinvolte dalle frane come a Boschetto, dove è stata chiusa la Massese, Capriglio e Signatico. Ma le criticità sono molte di più.

BERNAZZOLI. “Non è una novità, conosciamo bene la fragilità del nostro territorio – ha detto il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli – più volte in questi anni abbiamo richiesto fondi per intervenire in modo strutturale non a tampone come siamo costretti a fare. Non è mai arrivato un centesimo, non è il comportamento di un Paese serio. Oggi diventa tutto più difficile ma non ci rassegniamo, non ci arrendiamo.” Lo spettro è quello che è accaduto in altri territori: strade che non si riaprono più, zone in cui alla fine non abita più nessuno. “Occorre ribadire l’emergenza con i livelli regionale e centrale che non può chiamarsi fuori da situazioni così. La mia parte sarà quella di farmi portavoce di questo territorio” ha sottolineato il Prefetto Viana.

“Tutta Emilia è coinvolta dal maltempo, colpita in modo differente nelle diverse zone – spiega il responsabile del Servizio tecnico di Bacino Gianfranco Larini – la richiesta delle stato di emergenza è stata stimata in 70-80 mln di euro ma dovrà essere aggiornata sulla base di quanto emergerà dalla ricognizione in corso che stiamo effettuando  nelle quattro Province”.

A trasformare in cifre la dimensione dei problemi per il Parmense ci pensa l’assessore alla Viabilità Andrea Fellini. “La situazione ha superato il preoccupante – ha spiegato -  da un primo censimento la quantificazione dei danni sulla viabilità provinciale è di 10 mln di euro. Abbiamo sostenuto interventi di somma urgenza per 250mila euro, e ne abbiamo preventivati altri per 900 mila euro. Ci siamo mossi subito ma gestire una situazione così è difficile, con quattro strade interrotte se se ne chiudono altre rischiamo la paralisi”. Fellini ha rivolto anche un appello ai curiosi di restare lontano dalle zone franose. “Per ragioni di sicurezza ma anche perché c’è gente che deve lavorare e che deve essere libera di muoversi”.

All’incontro sono praticamente intervenuti tutti i sindaci o amministratori dei comuni ovvero: Bardi, Berceto, Bedonia, Bore, Calestano, Compiano, Corniglio, Felino, Fidenza, Fornovo, Langhirano, Lesignano, Neviano, Noceto, Palanzano, Pellegrino, Salsomaggiore, Sala Baganza, Solignano,Terenzo,Tizzano, Tornolo, Traversetolo, Valmozzola, Varano Melegari, Varsi. Ecco ad oggi l’elenco delle provinciali con viabilità interrotta:
sp 17 di Pessola (in località Pessola), sp 114 di Cassio Selva (tra Selva Castello e la sp 308r), sp 17 di Traversetolo (a Ponte Vetto e a Ceretolo), sp 74 Bosco di Corniglio-Berceto (in località Staiola), sp665 Massese (a Boschetto), sp 15 di Calestano-Berceto (a casa selvatica), sp 65 di Schia.

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