Tizzano, frana da 20 milioni di metri cubi: l'allarme di Gabriele Cesari

Il presidente dell'Ordine dei Geologi dell'Emilia-Romagna ha effetuato un sopralluogo nelle zone colpite dalla frane. "Abbiamo portato la nostra solidarietà, l'esperienza del sindaco ha permesso di salvare vite"

"A Tizzano c'é una frana enorme di 20 milioni di metri cubi. Il sindaco è un geologo e la sua formazione, la sua comprensione del territorio e del fenomeno che si stava palesando hanno consentito di salvare alcune vite grazie all'evacuazione di un'area in cui due case ed un capannone sono crollati nel giro di poche ore. Il sindaco sta inoltre analizzando la situazione della viabilità che al momento è fortemente compromessa. Delle tre arterie che conducono a Capriglio, due sono bloccate per frana e quella che ho percorso con lui è interessata da importanti dissesti" .

E' la cronaca di Gabriele Cesari, presidente dell'Ordine dei Geologi dell'Emilia-Romagna che sta compiendo un giro sui luoghi drammaticamente colpiti dal dissesto idrogeologico. "A Tizzano la situazione è impressionante - ha proseguito Cesari - e sindaco ed abitanti hanno la paura di essere abbandonati dalle istituzioni. A quel comune, così come a tutte le Istituzioni coinvolte, abbiamo portato la solidarietà e la disponibilità dei numerosi geologi che sono già pronti a collaborare, soprattutto nelle situazioni minori che ora non sono monitorate, ma che possono aggravarsi. Una deroga al patto di stabilità attiverebbe immediatamente risorse almeno per le verifiche tecniche, i monitoraggi, le opere di pronto intervento".

FRANE: LA SITUAZIONE DEL 20 APRILE. Un fondo con contributi da assegnare in situazioni specifiche e in accordo con i tavoli di comparto: comincia da sé il Parmense, con questa prima misura decisa oggi da Provincia e Camera di Commercio volta ad affrontare i problemi che si sono aperti in conseguenza delle tante situazioni di dissesto provocate dal maltempo delle scorse settimane. Emergenze che ancora continuano come a Sauna nel Cornigliese dove non si perde di vista la frana che evolve negativamente e dove questa notte tre famiglie per precauzione non dormiranno a casa propria.  

Mentre si continua a pensare prima di tutto alla sicurezza delle persone e delle case si cerca anche di mettere in fila i problemi che a cascata sono piovuti sulle comunità e sulle spalle di chi produce e lavora in montagna, cosa di per sé mai facile. Ci sono le difficoltà legate ad una viabilità interrotta, soprattutto sulla Massese, una condizione che obbliga gli autotrasportatori a lunghi e costosi percorsi su strade inadatte al traffico pesante e che con la stagione calda sarà sempre più sconsigliabile usare. Ci sono i campi distrutti e che a volte non si riescono più a raggiungere, ci sono aziende che rischiano di dover trasferire i capi di bestiame come appunto si sta valutando a Sauna in queste ore, nella stalla che si trova nelle vicinanze della frana e che ospita una ottantina di capi.

Sono queste alcune delle difficoltà raccontate questa mattina a Langhirano, all’incontro convocato dai presidenti di Provincia e Camera di Commercio con i rappresentanti del mondo produttivo. Il quadro dell’economia locale, prima delle frane, lo traccia il sindaco di Monchio e coordinatore dell’Unione montana est “In queste zone - dice Claudio Moretti - si producono 1 milione di pezzi di prosciutto di Parma, c’è una agricoltura di grandissima qualità legata anche alla produzione di eccellenze come il Parmigiano reggiano, c’è un Distretto turistico che ha promosso interventi a favore dello sviluppo che hanno dato risultati”. Ciò che preoccupa, ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio di Parma è “la decadenza di quel minimo di economia che è presente qui– secondo Andrea Zanlari - si è creata una situazione su cui occorre mettere molta attenzione e dare sostegno alle imprese senza le quali il territorio sarebbe abbandonato”.

“Il nostro obiettivo è essere utili e intervenire là dove ci sono i problemi nel miglior modo possibile, in un contesto difficile per le risorse locali.  Bisogna reagire, eliminare le difficoltà e mettere in condizioni il territorio di dare il massimo – ha aggiunto il presidente Vincenzo Bernazzoli parlando di quanto sta facendo la Provincia di Parma per riattivare in tempi rapidi il collegamento sulla Massese a Boschetto con un bypass finanziato dalla Regione. Al di là dell’azione della Provincia, che anche nell’ultima Giunta ha stanziato 245mila euro per interventi di somma urgenza, il presidente sottolinea la necessità che l’attuale Governo decreti in fretta lo stato di emergenza, un provvedimento che permetta, come è stato chiesto, anche correttivi al patto di stabilità in modo da poter utilizzare subito le risorse per le emergenze.

“La ricaduta dei danni indotti è molto forte per un territorio che si vede depauperato delle proprie potenzialità” – ha osservato il Prefetto di Parma Luigi Viana ricordando le iniziative assunte per sollecitare gli organi dello Stato nei confronti di questa emergenza.
A Tizzano, racconta Amilcare Bodria, il problema principale è legato alla viabilità interrotta che incide negativamente sulle attività produttive e sugli spostamenti. Oltre alla priorità di Boschetto, “si stanno cercando di riattivare i collegamenti in particolare con Schia – spiega -  si è riusciti anche ad aprire la strada di  Lasagnana e recuperare i collegamenti con le frazioni isolate”. Iren e Enel hanno lavorato sui i guasti alle reti e a giugno si farà l’intervento sull’acquedotto comunale. A Neviano, secondo il sindaco Alessandro Garbasi, ci sono troppi piccoli grandi problemi: una sessantina di frane attivate dal maltempo e una quindicina di case isolate fra le quali anche un ristorante. “Sull’agricoltura – dice - non c’è un campo in ordine, non so come potremo risolvere se non arrivano risorse”.

Diverse le indicazioni e i suggerimenti emersi nel corso dell’incontro. Il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari ha informato dell’attività che sta svolgendo il Servizio provinciale Agricoltura. “Siamo al lavoro per la raccolta danni in modo da poterci muovere sul fronte della richiesta di risarcimenti” ha detto richiamando anche la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali là ove necessario. Il direttore dell’Upi Cesare Azzali ha proposto di agire su più piani: da un alto la relazione con gli enti sovra ordinati per avere le regole che consentano di intervenire, prima fra tutte la dichiarazione dello stato di emergenza; dall’altro adottare una strategia coordinata che consenta di tamponare l’immediato. Azzali ha anche introdotto il tema della solidarietà e dunque di una iniziativa analoga a quella fatta dal mondo produttivo locale per il terremoto dell’Emilia. Gualtiero Ghirardi, presidente della Cna  si è detto d’accordo insistendo sul’importanza di salvaguardare il polo produttivo di Lagrimone, da cui dipende la vita di questa parte d’Appennino. Il sindaco di Langhirano Stefano Bovis ha proposto di attivare la sede del Distretto del prosciutto quale luogo di confronto e concertazione degli interventi. Raffaele Tagliani della Cgil ha evidenziato come le difficoltà dell’emergenza si sommino con quelle di una crisi che dura da tempo e ha manifestato l’intenzione del sindacato di effettuare un monitoraggio degli effetti di quanto sta accadendo con strumenti creati allo scopo. Ulteriori disponibilità sono venute da Ernesto Monteverdi di Confesercenti, Gionata Azzarini di Confcommercio, Alessandro Corchia di Coldiretti, Guido Baratta della Cia, Achille Coelli, dell’Unione Agricoltori, Stefano Gonizzi del Consorzio del Parmigiano Reggiano e Giorgio Tanara vicepresidente del Consorzio del prosciutto di Parma.

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