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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Maxi frode nel settore dei carburanti, sequestri anche nel Parmense: confiscati 30 milioni di euro

La guardia di finanza in azione: nella nostra città 'bloccati' beni immobili e terreni

Coinvolge anche Parma, dove sono in corso diversi sequestri di immobili e terreni, la maxi operazione della guardia di finanza che ha eseguito un provvedimento di confisca di beni per un valore di 30 milioni di euro nei confronti di una società con sede a Roma e del suo amministratore di fatto residente in provincia di Milano, ritenuti principali artefici di una vasta frode all’Iva nel settore del commercio di carburanti per autotrazione. La confisca è stata eseguita a seguito di sentenza di primo e secondo grado passate in giudicato, nell’ambito dell’operazione Red Line. 

Militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Venezia stanno infatti  dando esecuzione al provvedimento con cui il G.I.P. del Tribunale Ordinario di Roma ha disposto la confisca di beni mobili e immobili, terreni, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 30 milioni di euro

L’odierno provvedimento, eseguito nelle province di Milano e Parma, conclude un’articolata attività d’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Venezia e diretta dalla Procura della Repubblica di Roma che ha consentito di smantellare un’associazione a delinquere dedita all’evasione dell’IVA nello specifico settore, attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti e l’utilizzo in compensazione di fittizi crediti d’imposta (operazione “RED LINE”). Nel medesimo contesto erano già state eseguite 4 ordinanze di custodia cautelare (1 in carcere e 3 agli arresti domiciliari) e il sequestro preventivo, su tutto il territorio nazionale, di quote societarie, disponibilità finanziarie e di 48 immobili per un valore complessivo di 37 milioni di euro, quale illecito profitto corrispondente all’IVA evasa relativa alla commercializzazione di oltre 270 milioni di litri di carburante in evasione di imposta.

All’esito delle attività odierne sono stati definitivamente assicurati allo Stato 33 immobili tra fabbricati e terreni, 2 autovetture, quote sociali per oltre 70 mila euro e i saldi attivi dei conti correnti riconducibili ai destinatari della sentenza; la posizione del soggetto è stata inoltre definita con l’applicazione della pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione oltre alle pene accessorie dell’interdizione dai pubblici uffici e dell’incapacità di contrattare con la Pubblica Amministrazione. (Adnkronos) 

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