Frode, indagato un imprenditore di Parma: sequestrati 5 immobili

La Guardia di Finanza di Verona ha sottoposto a sequestro preventivo immobili e terreni per complessivi 5 milioni di euro a 2 imprenditori che avrebbero evaso 4.870.000 euro di Iva

E' residente a Parma uno dei due indagati nell'ambito dell'inchiesta della Guardia di Finanza di Verona che ha sottoposto a sequestro preventivo immobili e terreni per complessivi 5 milioni di euro a due imprenditori accusati di frode finalizzata all'evasione dell'Iva. Cinque immobili sono stati sequestrati a Parma, 15 a Scandiano, luogo di residenza del secondo indagato.

Sono stati sequestrati anche terreni per 7 ettari, quattro auto di grossa cilindrata, quote societarie per un valore nominale di oltre due milioni di euro. L'impresa coinvolta, che ha sede a San Martino Buon Albergo (Verona), opera nel commercio di laminati e componenti di acciaio per l'arredamento. L'indagine, avviata in seguito ad accertamenti dell'Agenzia delle Entrate, ha ricostruito il meccanismo di frode che sarebbe stato messo in atto dai due indagati, che si sono succeduti nella carica di amministratori.

Tra il 2009 e il 2011, secondo l'accusa, sarebbero state emesse fatture per operazioni inesistenti per più di 20 milioni di euro, attraverso società fittizie, le cosiddette 'cartiere'. Con questo sistema 'carosello' in tre anni la società veronese, secondo le indagini della Gdf, sarebbe riuscita ad evadere 4.870.000 euro di Iva. I due amministratori nei giorni scorsi hanno sanato il contenzioso amministrativo versando all'Erario 5 milioni e mezzo di euro comprese le sanzioni, ma per loro resta aperta la denuncia penale con l'accusa di frode.

Negli anni, grazie ai meccanismi di frode posti in essere, la società veronese era riuscita ad evadere quasi 5 milioni di euro di Imposta sul Valore Aggiunto. Il provvedimento di sequestro preventivo ha riguardato complessivamente:

> 15 immobili (2 villette, 2 case coloniche, 1 appartamento, spazi commerciali e magazzini per oltre 800 metri quadrati di superficie) in Scandiano di Reggio Emilia;

> ulteriori 5 immobili (2 appartamenti e relative pertinenze) in Parma;

> terreni a varia destinazione per complessivi 7 ettari, tutti dislocati nelle province di Parma e Reggio Emilia;

> 4 autovetture, tra le quali alcune di grossa cilindrata, per un valore commerciale complessivo di circa 90 mila euro;

> quote societarie per un valore nominale di oltre 2 milioni di euro: di 6 società commerciali operanti nel settore dei metalli ferrosi e nell’immobiliare, con sedi a Verona e Parma; di 2 Istituti di credito con sedi a Milano e Scandiano (RE).

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Una delle due persone fisiche destinatarie del provvedimento del Tribunale di Verona aveva anche tentato di disfarsi fittiziamente dei beni di sua proprietà, intestando gli stessi ad una società lussemburghese di fatto da lui interamente controllata e gestita, ma formalmente di proprietà della madre e della suocera, entrambe ultraottantenni.

L’istituto del sequestro preventivo, nella forma “per equivalente”, è un innovativo strumento giudiziario che consente di aggredire i beni patrimoniali e finanziari di quanti si rendano responsabili di diverse tipologie di gravi illeciti penali –tra i quali i reati tributari– in misura corrispondente al profitto derivante dagli stessi reati. Il provvedimento di carattere preventivo adottato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Verona, dottor Guido Taramelli, una volta eseguito, ha garantito il pagamento delle imposte che l’indagine aveva accertato non essere state versate; la società responsabile della frode fiscale vi ha provveduto nei giorni scorsi.

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