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Allarme frodi creditizie: a Parma crescita record del +152%

Un aumento consistente rispetto al primo semestre 2015

Le frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità - con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l'intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene - continuano ad avere effetti rilevanti sull'industria del credito e, in particolare, sul credito al consumo. I dati dell'Osservatorio CRIF relativi al I semestre 2016 confermano, in particolare, un numero di frodi di poco inferiore agli 8.000 casi (+1,5% rispetto al corrispondente semestre 2015) a fronte di un incremento notevole (+66%) dell'importo medio delle stesse, che si è attestato a 9.893 Euro. E con le festività di fine anno aumentano i rischi derivanti da un fenomeno criminale troppo spesso ignorato o sottovalutato. La situazione in Emilia-Romagna La ripartizione delle frodi per regione mostra, ancora una volta, una maggiore incidenza in Campania seguita da Sicilia, Lombardia e Lazio. Il maggior incremento rispetto allo scorso anno si registra, però, in Emilia-Romagna con un eloquente +60,1%. Rapportando invece le frodi sul volume di credito erogato, in alcune regioni emergono cambiamenti significativi. In particolare, la Calabria scala la classifica passando dalla decima posizione alla terza. Per quanto riguarda nello specifico l'Emilia-Romagna, nel I semestre 2016 sono stati rilevati 685 casi (+60,1%): il maggior numero di frodi è stato registrato nelle province di Bologna e Reggio Emilia, entrambe con 106 casi, rispettivamente con una crescita del +29,6% e +60,3%.

È stata però la provincia di Parma ad aver fatto segnare la crescita più consistente rispetto al I semestre 2015, con una crescita record del +152%, seguita dalla provincia di Forlì-Cesena con un +90,4%.

Il profilo delle vittime

Nel I semestre dell'anno in corso la distribuzione delle frodi per sesso evidenzia come la maggioranza delle vittime (il 62,5% del totale) sia rappresentata da uomini. Osservando invece la distribuzione delle frodi per classi di età, si conferma la tendenza già evidenziata nella precedente rilevazione, con la fascia compresa tra 50 e 59 anni che fa registrare il maggior incremento (+8,2%), seguita da quella degli over 60 (+7,9%).

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