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Dirigente Froneri scrive sui social “Gelato mafia”, Pizzarotti e Costi: “Indegno e inaccettabile”

Corrado De Falco, dirigente Froneri tra i protagonisti della chiusura dello stabilimento di Parma, posta su Facebook una foto con riferimenti alla mafia. Il commento del sindaco: “Si scusi per l’atto indegno”. Dalla Regione, l’assessore Costi: “Inaccettabile speculare sui mali del Paese invece di contribuire a combatterli”

Corre sui social e sugli organi di stampa una foto postata sul canale Facebook di Corrado De Falco, dirigente della ditta Froneri - ditta che lo scorso autunno ha licenziato 120 lavoratori dello stabilimento gelati di Parma -, nel quale è ritratto un momento di festa. Nulla di grave se non fosse che nella didascalia della foto verrebbe riportata la seguente frase choc: “Gelato mafia”.

Immediata è stata la reazione indignata del sindaco Pizzarotti: “Indegno di una persona, e in generale di chi ha buon senso e ricopre cariche importanti, scrivere frasi così scioccanti e vuote di logica. Peraltro, l’atto vile è avvenuto esattamente a ridosso della settimana in cui l’Italia intera, con Parma capofila in regione Emilia Romagna, ha celebrato il ricordo delle donne e degli uomini vittime delle mafie. Il dirigente De Falco se avesse un sussulto di dignità cancellerebbe immediatamente foto e didascalia e chiederebbe scusa per il gesto grave, diseducativo e volgare che ha prodotto. Non ci sono scusanti, né giustificazioni. È davvero preoccupante  - conclude il sindaco – che aziende così importanti siano rappresentate da persone del genere. Voglio qui ribadire in nome di Parma e dell’istituzione che rappresento, che le mafie sono il nemico numero uno della legalità, della giustizia e del senso dello Stato. Sui social dovremmo tutti scrivere che le mafie sono una montagna di m…, non un simbolo di potere da sfoggiare ridendo e festeggiando”.

“La vertenza Froneri - aggiunge l’Assessore regionale alle attività produttive Palma Costi - ha rappresentato un momento doloroso per la comunità e per il sistema produttivo. Sono stati cancellati 120 posti di lavoro diretti (più tutto l’indotto) e si è perso un sito produttivo che operava nel settore alimentare e considerato una delle eccellenze del Made in Italy nel mondo, il gelato. L’ accostamento del gelato al nome “Mafia” fa rabbrividire e pone serie perplessità sulla capacita di rilanciare un prodotto italiano nel mondo. Di fronte ad un simile comportamento le nostre preoccupazioni si arricchiscono di sdegno per imprenditori che speculano sui mali del Paese invece di contribuire a combatterli producendo buoni prodotti e creando occupazione. I gelati fanno felici i bambini, la mafia uccide le persone e anche i bambini”.

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