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Ruba l'auto ad un anziano che lascia le chiavi nel quadro: 30enne in manette

L'episodio è avvenuto in piazza Rastelli: il giovane era stato colpito da un decreto di espulsione

La sera del 15 marzo, intorno alle ore 20.30 a seguito di una segnalazione di furto in atto di un’autovettura, una volante della Polizia di Stato è intervenuta a Parma in Piazza Rastelli. 

Non appena arrivati sul luogo della segnalazione, gli operatori hanno immediatamente notato un uomo muoversi con fare sospetto nei pressi dell’autovettura, una Seat Cordoba, che alla vista della pattuglia ha gettato a terra degli arnesi. L’uomo è stato fermato e sottoposto a controllo , risultando essere B.B.N. cittadino tunisino residente a Reggio Emilia, sprovvisto di documenti di identità.  Nel mentre è stato recuperato un mazzo di chiavi di autovettura che il tunisino aveva gettato a terra non appena arrivata la volante. Da successivi accertamenti, confermati poi dalla denuncia sporta dall’anziano proprietario del veicolo, si è appurato che questi, aveva lasciato il veicolo incustodito con le chiavi inserite nel quadro, nei pressi di Via Brescia il tempo necessario per gettare l’immondizia. In quel frangente il tunisino è salito a bordo del veicolo, impossessandosene ed allontanandosi a forte velocità in direzione di via Firenze. L’autovettura e lo straniero sono stati poi intercettati nelle vicinanze, ove il tunisino era intento ad abbandonarla per proseguire la sua fuga a piedi. Presso gli Uffici della Questura di Parma B.B.N. è stato sottoposto a perquisizione personale ed ai rilievi foto-dattiloscopici che hanno consentito l’identificazione certa dello straniero, accertando che a suo carico oltre a precedenti per furto di autovetture, grava anche un decreto di Espulsione dal Territorio Nazionale. La perquisizione ha consentito di rinvenire alcuni oggetti che il magrebino aveva sottratto dall’interno dell’autovettura insieme ad una somma di denaro pari a 100 Euro.  B.B.N. è stato tratto in arresto per il reato di furto aggravato continuato e denunciato a P.L. per i reati di Falsa Attestazione a Pubblico Ufficiale e Sostituzione di Persona, dichiarando le proprie generalità agli agenti in modo mendace sostituendosi al fratello ignaro dei fatti.
Nel pomeriggio di ieri 16 marzo, B.B.N. è stato processato con rito direttissimo e condannato alla pena detentiva di anni 1 e mesi 6 da scontare in carcere.

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