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Rubava soldi in banca prima della chiusura: 30enne denunciato per furto aggravato

L'uomo, identificato e denunciato, ha giustificato le sue "cattive azioni" col fatto che si trovava in precarie condizioni economiche dovute alla chiusura del suo locale per inattività

Nel mese di dicembre scorso, il direttore di una filiale di un Istituto di credito locale, si presentava in Questura per presentare denuncia poiché presso la sua agenzia si erano avverati alcuni ammanchi di denaro. In particolare il denunciante riferiva dopo la chiusura al pubblico, nella fase della sistemazione del denaro all’interno del caveau si erano avveduti dell’ammanco, una volta di 1.200euro ed altre due volte le somme di 50 euro e 42 euro che erano appoggiate sulla scrivania del cassiere. Segnalati gli episodi all’Ufficio di sicurezza dell’Istituto di credito, il personale addetto aveva constatato che in tutte e tre le occasioni un individuo era entrato in banca in prossimità della chiusura ma poi non aveva effettuato alcuna operazione di sportello, uscendo dall’istituto di credito.

E' stato invitato il direttore ad allertare il personale della banca  e, nel caso avessero nuovamente notato in filiale il “personaggio”, di avvisare tempestivamente  gli investigatori dell’Antirapina. I giorni seguenti lo sconosciuto entrava nuovamente in banca ma, essendosi “accorto dell’agitazione del personale” usciva subito per fermarsi al bancomat ove fingeva di effettuare un prelievo e poi si allontanava. Gli accertamenti effettuati sulla tessera bancomat che, comunque, aveva inserito nel bancomat, hanno permesso di identificare il soggetto in un correntista dell’Istituto di credito, ma di un’altra agenzia. Prelevato dalla propria abitazione ed accompagnato presso gli Uffici della Sezione Antirapine, gli venivano mostrati i filmati che lo riprendevano all’interno della banca e  dopo  una  iniziale  negazione di  ogni addebito,  finiva  poi  per ammettere di aver approfittato della distrazione del cassiere e di aver prelevato una prima volta la mazzetta da 24 banconote da 50 euro, una seconda volta la banconota da 50 euro ed in seguito le 21 monete da 2 euro che aveva sempre notato appoggiate sulla scrivania del cassiere che, nel frattempo, era impegnato in altre incombenze

Giustificava le sue “cattive azioni” col fatto che si trovava in precarie condizioni economiche dovute alla chiusura del suo locale per inattività.G.P. classe 1985  residente in provincia, è stato indagato in stato di libertà per il reato di furto aggravato e continuato.

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