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Furti in villa, arrestato 36enne albanese: in casa gioielli e orologi

Operava nella zona conoscendo i movimenti e le abitudini delle sue vittime. Arrestato a Montechiarugolo. In corso indagini per stabilire se si tratti dello stesso autore di altri furti avvenuti in ottobre

E' stato prelevato dalla propria abitazione a Montechiarugolo lo scorso 15 ottobre e arrestato il cittadino albanese classe 1976, responsabile di furti in villette isolate. Una decina i casi di furti in abitazione subiti durante il mese di ottobre tra Parma e località limitrofe, probabilmente, è quanto dovranno appurare le indagini, riconducibili agli stessi autori. La residenza del ladro sul territorio, regolare ma pregiudicato per precedenti per furto e rapina, permetteva di controllare gli spostamenti delle vittime e fare irruzione. L'ipotesi dei Carabinieri è che non si tratti dell'azione di un singolo ma che ci sia una banda ben organizzata, responsabile della serie di furti subiti tra Parma, provincia e nella fascia pedemontana nel mese di ottobre.

Grazie alle segnalazioni fornite dalla stazione dei Carabinieri di Monticelli e al coordinamento con la Procura di Parma, una volta risalito al possibile sospettato e avendo avuto riscontri decisivi per "incastrarlo", sono scattate le manette con la convalida del fermo 48 ore dopo per furto aggravato e ricettazione. L'uomo non ha opposto resistenza e nella sua abitazione di Montechiarugolo sono stati rinvenuti tutti gli strumenti utilizzati per fare irruzione nelle abitazioni: piedi di porco, cacciavite, flessibile, cuffietta per non farsi riconoscere e una torcia. La refurtiva, in larga parte monili in oro, circa un centinaio, e orologi di valore oltre a macchine fotografiche, è stata rinvenuta nei nascondigli più disparati: all'ingresso, nei cassetti, nella spazzatura, e perfino nel water.


Parte della refurtiva è stata riconosciuta da una vittima, una donna residente in via Langhirano a Parma, derubata di oltre un'ottantina di monili in oro e alcuni orologi tra cui rolex, per un valore che supererebbe abbondantemente i 10 mila euro, secondo quanto riferito dai Carabinieri nel corso della conferenza stampa odierna. La vittima ha raccontato di essersi allontanata solo per poche ore nel pomeriggio, non appena rientrata in casa si è immediatamente resa conto di essere stata derubata dei suoi preziosi.

Questa un'ulteriore prova della metodicità della banda, che a differenza di altri casi, non arrivava da altre città ma "operava sul territorio" conoscendo bene gli spostamenti e le abitudini delle vittime. Nel caso specifico era noto ai ladri che entrambi i coniugi, a causa degli impegni di lavoro, si assentavano per varie ore durante la giornata, motivo che dava sicurezza nell'azione criminale in modo indisturbato. Il resto della refurtiva è in attesa di riconoscimento da parte delle vittime. Sono in corso le indagini per appurare se anche gli altri furti subiti nella fascia pedemontana possano ricondursi agli stessi responsabili, anche attraverso riscontri scientifici del dna e delle impronte digitali.

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