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Gazzetta di Parma, chiude il Centro stampa, i sindacati: "Garanzie o scontro"

L'attività verrà esternalizzata al Resto del Carlino

Chiude il Centro stampa della Gazzetta di Parma. L'attività verrà esternalizzata al Resto del Carlino. I sindacati non vi stanno e annunciano battaglie, in caso di assenza di garanzie per gli undici lavoratori poligrafici che rimarrebbero senza lavoro. "L’azienda -si legge in una nota- con una e-mail e durante il successivo incontro sindacale ha comunicato l’intenzione di cessare la stampa del quotidiano dal 01-02-2018 attraverso l'esternalizzazione dell’attività al Resto del Carlino, ovvero Poligrafici Printing S.p.a. di Bologna

Questa operazione determinerebbe un esubero di 11 lavoratori poligrafici che l’azienda definisce “non diversamente ricollocabili”.

Dalle informazioni fornite emergerebbe anche uno scenario d'incertezza sul futuro del quotidiano e quindi del gruppo, per lo meno a medio termine, scenario non estraneo per altro all'intero settore nazionale.

Con queste premesse i sindacati si sono riuniti in data 31-10-2017 con i lavoratori della Gazzetta di Parma ed insieme hanno convenuto di  ribadire quanto espresso già nell’incontro del 30-10-2017 presso l’UNIONE PARMENSE DEGLI INDUSTRIALI e cioè:

E’ necessario attivare una puntuale verifica dei conti della Gazzetta di Parma per verificare la reale fondatezza delle necessità e convenienza di procedere con la chiusura del centro stampa. Non vorremmo che si trattasse di una pura operazione di riduzione dei costi fine a se stessa fatta pagare per l'ennesima volta ai lavoratori. Le ragioni tecniche che, a detta dell'azienda giustificherebbero la chiusura del centro stampa, confermano, purtroppo, che l'investimento fatto circa 10 anni fa per acquistare la nuova rotativa era sbagliato fin dall'inizio in quanto nel breve medio termine si sarebbe prevedibilmente rivelato, come puntualmente accaduto, antieconomico, obsoleto, residuale e senza alcuna prospettiva di mercato; valutazioni che allora furono denunciate dai lavoratori e dalle loro rappresentanze sindacali, ma che rimasero inascoltate. Ora i nodi sono arrivati al pettine e a fare le spese di decisioni miopi e di interessi di bottega, sono sempre e solo le lavoratrici ed i lavoratori.

E’ necessario avere evidenza di un piano industriale che descriva il percorso e le operazioni da mettere in campo, a partire da investimenti e adeguamento degli organici in diversi settori aziendali, non solo per il mantenimento del perimetro aziendale ma anche per la salvaguardia di una realtà editoriale territoriale importante e rappresentativa della città di Parma in un settore in cui chi resta fermo muore. L'azienda deve garantire che tutti i lavoratori del CENTRO STAMPA vengano ricollocati con il mantenimento di tutte le tutele economiche e normative che oggi posseggono e che in caso di attivazione di percorsi di accompagnamento alla pensione i lavoratori non debbano subire alcun danno economico.

In estrema sintesi, come già sostenuto all’incontro del 30 Ottobre u.s., nessun lavoratore deve rimetterci dal punto di vista occupazionale, economico e normativo.

A conclusione dell’incontro assembleare, le OO.SS. ed i lavoratori in modo unitario hanno altresì concordato che, qualora il suddetto percorso non venga accolto dall’azienda, si attueranno tutte le iniziative di lotta che verranno ritenute più opportune. La prima verifica della disponibilità dell'azienda a trovare soluzioni condivise si avrà già durante il prossimo incontro che sarà convocato a breve in sede nazionale.

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