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No Inceneritore, il Gcr contro l'Assemblea: "Sono No Termo dell'ultima ora"

Il Gcr annuncia che non parteciperà alla manifestazione nazionale del 15 giugno promosso dall'Assemblea Permanente No Inceneritori e attacca: "La corsa dei no termo dell'ultima ora invece ha altre per noi incompatibili impostazioni e visioni. Si attacca a volte senza costrutto nel mucchio, compresa l'attuale Giunta"

Fronte No Termo. La spaccatura è fatta. Già da mesi le forti distanze all'interno del movimento che lotta contro il termovalorizzatore di Parma si erano rese evidenti: alle iniziative dell'Assemblea Permanente contro gli Inceneritori gli esponenti dell'Associazione Gestione Corretta Rifiuti  non hanno partecipato. Il Gcr, dopo aver contribuito all'elezione del sindaco Pizzarotti, si è schierata sulla linea dell'amministrazione comunale. Del resto non poteva essere altrimenti visto che il Gcr ha epresso l'attuale Assessore all'Ambiente Gabriele Folli e la vicesindaco Nicoletta Paci. E' la prima volta che la spaccatura viene messa nero su bianco: il 15 giugno ci sarà il corteo nazionale e il Gcr ha dichiarato la sua non partecipazione. 

IL COMUNICATO DEL GCR SUL CORTEO DEL 15 GIUGNO. 15 giugno, non non ci saremo. Abbiamo collaborato per una certo tratto di strada, poi ci siamo resi conti di una incompatibilità irreversibile tra il movimento Gcr e i ragazzi che compongono questa assemblea permanente. Nella storia di questi lunghi anni di lotta abbiamo sempre cercato di mantenere fuori i partiti da ogni nostra attività e iniziativa. Ciò non significa che non si sia appoggiato a volte scelte di questi o di quei partiti, se nel programma c'era una franca presa di posizione contro l'impianto. Abbiamo però sempre chiesto di abbassare le bandiere di partito e di partecipare alle nostre fiaccolate con il proprio cuore, quello che accomuna tutti i no termo, a qualunque schieramento si appartenga. In questi anni si è cercato, allo scopo di delegittimare l'azione contro l'impianto di Ugozzolo, di affibbiarci etichette che non avevamo. Accusati di essere di destra, di sinistra, grillini etc etc.

Certamente abbiamo alla luce del sole consigliato di scegliere tra il Bernazzoli a favore del camino e Pizzarotti contro il secondo e siamo ancora convinti della bontà della nostra scelta. La corsa dei no termo dell'ultima ora invece ha altre per noi incompatibili impostazioni e visioni. Si attacca a volte senza costrutto nel mucchio, ad esempio indicando responsabilità nell'attuale giunta di Parma che invece, secondo noi, si batte dal 2012 per far vincere la corretta gestione dei rifiuti e non altro. Si è data alla lotta una forte impronta politica mentre noi consideriamo la battaglia per la salute una scelta dei cittadini da non consegnare alle compagini di partito. Tutto lecito, ma che non si pretenda che Gcr sottoscriva. Noi non sventoliamo altra bandiera se non quella pirata no termo. Continueremo a modo nostro a batterci contro l'inceneritore e i suoi effetti dannosi sulla salute e l'ambiente, convinti che far entrare la politica dei partiti dalla porta maestra sia un errore grave. Con ciò ogni movimento può scegliere il proprio cammino nelle modalità che ritiene più opportune per cercare di portare a casa il risultato voluto.

La "libera" Assemblea Permanente No inceneritori risponde al comunicato stampa a firma GCR

 
Si metta un punto fermo: l'Assemblea Permanente No Inceneritori, non ha nulla a che fare con colori o bandiere politiche.

Si rinunci pure ad ogni tentativo di derubricare questa assemblea come "ragazzata". 
Il percorso dell'assemblea Permanente si è costruito, da 9 mesi a questa parte, sulle forze e sul cuore della spontanea partecipazione dei cittadini di Parma a questo processo costituente dal basso.
Nasce dall'esigenza di non porre la parola “fine” al capitolo sulla chiusura dell' inceneritore.

Si alimenta della volontà di opporsi fermamente a chi vuole speculare sulla salute e sulla vita di chi vive il nostro territorio.
 
Abbiamo individuato nell'iter di costruzione ed accensione dell'impianto le anomalie giuridiche e le mancanze politiche, abbiamo espresso tutto il nostro dissenso, ripopolando di nuova linfa le strade, le piazze, disponibili persino a bloccare con i nostri corpi l'arrivo dei camion di rifiuti all'ingresso del cantiere di Ugozzolo.

Perché giudicavamo e giudichiamo tutt'ora, illegittima la costruzione e l'accensione  dell'inceneritore.
Perché giudichiamo Iren indisturbata protagonista in negativo e colpevole, con il beneplacito delle istituzioni locali, di mettere a rischio una città intera e di piegarla ad interessi privatistici, ai profitti, sempre a scapito della nostra salute e del nostro ambiente.

Abbiamo articolato e rimesso al centro del dibattito politico la strenua difesa dei beni comuni: beni pubblici, a disposizione della collettività e da assoggettare a processi decisionali realmente partecipati dalla comunità, da sottrarre fermamente ad ogni forma di speculazione privata.

E quando parliamo di difesa dei beni comuni, parliamo delle grandi battaglie referendarie per l'acqua pubblica, delle mobilitazioni contro le grandi opere speculative. 
 
Abbiamo sottolineato i rischi per le produzioni agroalimentari all'interno della food valley, con particolare attenzione ai produttori locali ed al mondo del biologico, del genuino e del naturale, oggi più che mai messo alla gogna.

Più di ogni altra motivazione, abbiamo inteso rimettere al centro, nell'agenda pubblica di Parma, la parola Democrazia.
Il diritto della cittadinanza a poter scegliere di non volere impianti come gli inceneritori, di non vedere deturpata la propria terra, di non respirare aria irrimediabilmente inquinata, di non compromettere la qualità della vita delle future generazioni
Queste sono le nostre motivazioni ed intenzioni, alla luce delle quali ci pare oltremodo inappropriato il comunicato del GCR (gestione corretta rifiuti e risorse). 
E ci sentiamo, dunque, di porre delle semplici domande:

come potete additare dei cittadini, come“partitisti” e “avventori dell'ultima ora” proprio quando il Gcr è in affanno e riduce la sua attività contestualmente alla strenua difesa nell'operato della giunta comunale ?

Pensate davvero possibile delegare tutta l'azione e tutte le istanze di cui l'AGCR si faceva portatrice all'operato istituzionale?

Come può il GCR, continuare a replicare, a contraddire e dare del “capzioso” a chi ha effettuato - con serietà e competenza -  16 appelli, rivelatisi indispensabili per dimostrare tutte le anomalie in fase di accensione del forno e le responsabilità giuridiche dei soggetti interessati, amministrazione comunale compresa?
 
 Con che faccia può continuare il GCR a dichiarare di voler proseguire quella battaglia - che è sempre stata anche la "sua" - contro l'inceneritore e poi, nei fatti, ostacolare e infamare chi invece continua tenacemente a combatterla ?
Con che faccia arrivano addirittura a sabotare una libera manifestazione della cittadinanza?   
Forse con la stessa faccia con cui sono stati avvezzi a dialogare con Villani, ex vicepresidente di Iren?

A queste domande, La Gestione Corretta Rifiuti, dovrà rispondere e dar conto, non all'Assemblea Permanente No Inceneritori, bensì ad una città intera ed alle nuove generazioni che la ci vivranno.
Ad un Paese in mano alla speculazione ed agli interessi di parte. dove la dignità e i diritti vengono all'ultimo posto e spesso repressi; dove i beni comuni sono calpestati e la democrazia viene presa a “calci” dai palazzi che detengono il potere.

Sono questi i motivi che ci spingono a costruire una manifestazione aperta, composita, eterogenea.

Manifestazione che il 15 giugno rivedrà i cittadini di Parma nuovamente riversarsi nelle strade, per riprendersi il protagonismo di una comunità trasversale ai giochi di partito, unita nel chiedere la chiusura dell'incenetirore, non riducibile, di certo, al becero egoismo di un'associazione.

Inoltre, per onestà si vuole ricordare, come, a diverso titolo, come gruppi o liberi individui, da anni ci battiamo per la sconfitta del "mostro",  attivi anche all'epoca dellle "manifestazioni senza bandiere" osannate dal GCR. 
La differenza sta nel non aver fatto della battaglia all'inceneritore, strumento per ambire e raggiungere "poltrone di lusso" dell'aministrazione comunale.
 Bensì, abbiamo continuato questa battaglia dal basso, con umiltà e monolitica determinazione.

Per riaprire un ciclo, un percorso, tutt'altro che interrotto, tutt'altro che finito. 
Ci sentiamo partecipi di una città, capace ancora di esprimere la volontà di opporsi all'accensione dell'inceneritore, ancora pronta realmente a spendersi in questa lotta.
Non ammortizzata o frenata da interessi politici,  non dichiaratamente schierata ed esautorata dalla vittoria elettorale del movimento 5 stelle, di oramai un anno fa.

Ci dispiace e ci rammarica, in questo, denotare la drammatica fine del comitato principe dell'opposizione all'inceneritore di Ugozzolo.

Come si è potuto leggere poco più di una settimana fa, il GCR, invitava alla sobrietà e al silenzio.
Bene, ma ricordiamoci che il silenzio, ad oggi, ci rende complici di chi vuol attentare alla democrazia, alla salute e all'ambiente sul nostro territorio.

E per noi , libere e liberi, cittadine e cittadini, diventa motivo in più per riprendere con maggior forza e coraggio il cammino.

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