Ghiaia, chiusura del mercato coperto. Pd: "Destiniamo lo spazio ai giovani"

Prime reazioni dopo il servizio in esclusiva di ParmaToday del 3 giugno sul fallimento del progetto del mercato sotterraneo. "Uno scenario apocalittico di banconi vuoti e affari che non vanno"

foto: Maria Grazia Marinucci/ParmaToday

Dopo il servizio in esclusiva del 3 giugno di ParmaToday sul fallimento del progetto del mercato coperto della Ghiaia, poi ripreso da altre testate, anticipato da quello del 20 maggio sull'abbandono degli spazi del mercato da parte di 12 negozi sui 15 previsti arrivano le prime reazioni politiche. A rompere il ghiaccio è Simone Rossi di Imille, ex candidato alle Primarie del centro sinistra. Anche la segreteria cittadina del Pd ha diramato un comunicato stampa. 

PD: DESTINIAMO LO SPAZIO AI GIOVANI.  Va verso la chiusura il mercato coperto ricavato sotto piazza Ghiaia. La piazza, un tempo sede del vivissimo mercato popolare, è stata sventrata e distrutta da una insensata operazione di riqualificazione risultata fallimentare sia dal punto di vista commerciale sia dal punto di vista estetico. Alle amministrazioni civiche di ubaldiana memoria va il demerito di questo assurdo e brutto  progetto di riqualificazione che ha portato alla desertificazione ed al degrado di un’area di straordinaria importanza storica e sociale per la città.

Il pensiero va quindi ai commercianti che pagano un ulteriore danno a questo progetto, dopo essere stati costretti a diaspore in varie zone della città, chi in piazzale. Croce, chi nelle “casette” di piazzale della Pace, chi in via Verdi. Ci siamo sempre opposti al progetto in tutte le sue forme: era facile profetizzarne l’esito. Ma né questo né la nostra solidarietà saneranno la ferita alla città. Come ulteriore conseguenza della riqualificazione l’area è diventata “privata”. Ma quello spazio è però pubblico, di tutti, ed è troppo importante per la città e per il centro perché oggi non ci si ponga l’obiettivo di rilanciarlo. Chiediamo quindi che l’amministrazione si faccia carico di trovare una soluzione con chi gestisce la piazza.

Noi pensiamo che lo spazio sotterraneo potrebbe essere destinato ai giovani di questa città, perché sarebbe un contenitore possibile per l’aggregazione giovanile che potrebbe svolgersi in pieno centro senza creare i disagi che solitamente arreca a residenti. Altrimenti, comunque, gli spazi sotterranei potrebbero essere anch’essi destinati a un nuovo parcheggio a rotazione, pubblico e a prezzi di decoro, il che almeno consentirebbe di coprire una parte del fabbisogno del centro da sempre in crisi di spazi adeguati, ma soprattutto auspichiamo che la funzione primaria della piazza possa definitivamente essere ricuperata, con un mercato di qualità, permanente, tutti i giorni della settimana, come accade in tutte le grandi città, che costituisca un a reale attrattiva per i cittadini e consumatori e restituisca vita a alla Ghiaia e a tutto il centro storico.
Perché questo accada c’è bisogno della politica: esprimiamo la speranza che questa amministrazione, fino ad oggi lontana da questi temi così sentiti dai cittadini, voglia prodigarsi ad affrontare il problema 

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ROSSI: PIZZAROTTI, ABBATTI LE VELE. "Purtroppo eravamo stati facili profeti nel condannare lo sciagurato progetto della Ghiaia coperta. E’ di questi giorni la notizia che dopo un anno e mezzo il mercato sotterraneo perde tutti i banchi alimentari: chi chiude, chi torna in superficie. Dieci piccoli commercianti sono scomparsi, sottoterra ne sono rimasti solo due che denunciano enormi difficoltà e di essere stati abbandonati. Uno scenario apocalittico di banconi vuoti e di affari che non vanno. Sopra aleggia la bruttura delle vele della piazza che hanno rovinato una delle piazze storiche più importanti della città; tutto intorno una crisi economica che morde. La nuova Ghiaia è stato uno sbaglio colossale e purtroppo a pagare gli errori della politica sono i commercianti, di tasca loro, non chi ha voluto questo scempio.


"A questo punto l’Amministrazione comunale non può rimanere ferma ma deve agire per impedire che questo pezzo del commercio di Parma salti definitivamente per aria. Bisogna ridare fiato, luce, bellezza, originalità e attrattività alla nostra Ghiaia; per far questo il primo passo è, come avevamo già detto più di un anno fa, abbattere le vele sopra la Ghiaia che la soffocano e che l’hanno snaturata. Smontiamole e ricicliamo quel materiale cercando di recuperare le maggiori risorse possibili. La scusa “ormai abbiamo speso i soldi” non può giustificare il mantenimento di questa bruttura che ormai è chiaro a tutti che faccia danni non solo alla vista ma anche al portafoglio. Gli errori vanno corretti, non mantenuti. Pizzarotti, dai, tappa quel buco e tira giù quelle vele!" 

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