Politiche familiari, Ghiretti: "Per i 5 Stelle non sono la priorità, privilegiano altro"

La critica è dura perché i problemi delle famiglie parmigiane sono reali e hanno bisogno di risposte concrete, non bastano più gli spot da campagna elettorale, servono soluzioni immediate. Questo è il messaggio principale lanciato ieri nel corso dell'incontro, organizzato da Parma Unita alla Corale Verdi, dedicato alle politiche familiari messe in atto dal Comune di Parma

La critica è dura perché i problemi delle famiglie parmigiane sono reali e hanno bisogno di risposte concrete, non bastano più gli spot da campagna elettorale, servono soluzioni immediate. Questo è il messaggio principale lanciato ieri nel corso dell'incontro, organizzato da Parma Unita alla Corale Verdi, dedicato alle politiche familiari messe in atto dal Comune di Parma. Secondo il consigliere Roberto Ghiretti dalle rette degli asili al Quoziente Parma, passando per i servizi collaterali che incidono sullo stile di vita di una famiglia media parmigiana, si può parlare solo di fallimenti: "L'ingrediente base che manca in qualunque ricetta 5 stelle messa in campo è proprio l'attenzione alle famiglie che non devono essere solo una voce di budget affidata a un assessorato, ma un tema che deve permeare tutta l'azione amministrativa".

Gli aumenti delle rette, dunque, sono solo la punta dell'iceberg. Intorno c'è un vuoto che dovrebbe essere colmato da una strategia politica che, in una visione complessiva, porti a significative agevolazioni per le famiglie. Gli sconti sugli abbonamenti degli autobus come le modalità della raccolta differenziata, sono alcuni esempi. "Ci vengono proposte le targhe alterne per tutta la settimana - commenta Ghiretti - ma dall'altra parte non c'è alcun incentivo per l'uso dei trasporti pubblici. Inoltre se si proseguirà la crociata contro i volontari dell'Auser c'è da aspettarsi che anche i servizi di trasporto scolastico subiranno un drastico ridimensionamento. Per la differenziata, invece, l'assessore Folli si è limitato a dare un bidoncino in più per la raccolta dei pannolini, questa non è una politica che va incontro ai problemi delle famiglie".

A dare un'idea dei problemi concreti che i parmigiani devono affrontare quotidianamente sono stati gli interventi dei presenti, genitori e rappresentati di associazioni: "Ho cinque figli per tre dei quali dovrei fare abbonamenti annuali che mi costerebbero più di 500 euro - commenta una mamma -. Senza nessuna agevolazione non posso permettermi il trasporto pubblico, così d'estate c'è la bici, quando si può c'è il papà che li accompagna altrimenti ci sono i piedi".

"Ho due bambini di 2 e 4 anni - racconta un'altra mamma - che dovrebbero frequentare rispettivamente il nido e la materna, ma dal momento che non è stato raggiunto il numero sufficiente per creare due classi distinte i bambini di nido e materna stanno insieme in un'unica stanza. Non solo: ci era stato detto che a gennaio il problema sarebbe stato risolto perché con le liste d'attesa avrebbero raggiunto il numero sufficiente per creare due classi ma non è stato così, al contrario ci è stato proposto un progetto 'da zero a sei' che dovrebbe portare i bimbi, senza distinzioni tra nido e materna, da zero a sei anni. Il punto è che invece di garantire automaticamente il posto, anno dopo anno, a chi si è già iscritto i genitori non solo devono fare nuovamente la domanda ma devono anche pagare una retta diversa se il proprio figlio è iscritto al nido o alla materna. Dunque, io ho due figli per cui c'è un unico progetto di crescita, che giocano nella stessa classe, ma devo pagare due rette diverse e devo anche fare una nuova domanda di iscrizione nel passaggio dal nido alla materna".

In questo contesto, come ha sottolineato Ghiretti, non è possibile pensare a provvedimenti come quello delle targhe alterne o al sistema di sconti che premia solo alcune famiglie che hanno i figli nello stesso servizio, o il nido o la materna, perché non si fa altro che danneggiare ulteriormente quei servizi che al contrario dovrebbero essere migliorati.
"Questa Giunta - conclude Ghiretti - semplicemente non ritiene che le politiche a sostegno della famiglia siano una priorità. Non lo ritiene perché ha dimostrato di non voler investire un centesimo, al di là delle chiacchiere, e non lo ritiene perché nei fatti ha privilegiato altre progettualità".

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