Ghizzoni, il sottosegretario Vari: "Il Governo assicura il risanamento"

L'azienda è in amministrazione controllata da maggio. Risposta a Carmen Motta: "Accordo per la cassa integrazione straordinaria per 700 lavoratori". Riaperti 5 cantieri su 7, chiusi per mancanza di liquidità

Si profila un percorso di recupero e crescita per la Ghizzoni spa. La società che costruisce e posa grandi condutture per gas e liquidi, in amministrazione controllata da maggio scorso, ha avviato un processo di ristrutturazione economica, che prevede anche cessioni ma che tenderà a salvaguardare gli attuali livelli occupazionali.

Lo ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico Massimo Vari rispondendo all’interpellanza urgente presentata da alcuni parlamentari del PD tra cui Carmen Motta e Gianluca Benamati. “La procedura di amministrazione straordinaria – ha sottolineato Vari – ha finalità conservativa e tende a salvaguardare il bene 'impresa'. In tale prospettiva vanno lette alcune iniziative avviate nei mesi scorsi”, tra cui la sottoscrizione il 6 luglio di un accordo per la cassa integrazione straordinaria dal 30 maggio per circa 700 lavoratori fino alla fine del mandato commissariale. Il governo ha inoltre assicurato il controllo del percorso di risanamento e la sua evoluzione"

"Si tratta dunque di un programma di recupero che, al momento, ha portato alla riapertura di 5 dei 7 cantieri che erano stati sospesi per mancanza di liquidità, come ha ricordato la stessa deputata. “Abbiamo incontrato il commissario straordinario Daniele Pecchini – ha detto la deputata Motta – che è al lavoro per valutare le cause dell’insolvenza dell’azienda e stilare un progetto di ristrutturazione e lunedì 10 presso l’Amministrazione Provinciale ci sarà un nuovo incontro con i parlamentari del territorio, i sindaci e il commissario straordinario.

 “Questa azienda per caratteristiche e funzioni svolte si inserisce a pieno titolo nel panorama economico nazionale – ha sottolineato  Benamati – come un patrimonio di competenze, professionalità ed occupazionale da salvaguardare. Occorre adesso delineare con attenzione quale perimetro industriale sia il più idoneo per il recupero dell’azienda e aiutarla a ritrovare un ruolo nel settore e vigilare sull’applicazione piena e completa degli strumenti a disposizione, tra cui gli ammortizzatori sociali”.
 

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