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Giallo della strage di gatti uccisi lungo l'Enza: operaio 46enne condannato ad un anno

Nel corso di pochi mesi l'Enpa aveva denunciato la sparizione di un centinaio di gatti, il mistero si infittisce: animali uccisi per riti satanici o per le pellicce?

Strage di gatti lungo l'Enza. Un operaio di 46 anni è stato condannato in primo grado ad un anno di reclusione e a 200 euro di multa con l'accusa di essere il responsabile dell'uccisione di una gatta nel mese di giugno del 2013. Il giudice aveva chiesto una condanna ad un anno e 4 mesi, oltre ad una multa di 400 euro. La sentenza permette di dare un elemento concreto per quanto riguarda la vicenda, ad oggi ancora avvolta in gran parte nel mistero, della sparizione di numerosi gatti - secondo l'Enpa circa un centinaio - nel corso di alcuni mesi del 2013.

Sparizioni rispetto alle quali non è ancora stata data una spiegazione concreta: grazie alle immagini delle telecamere  - che ripresero l'operaio mentre prendeva una gatta, poi sparita, e si allontava in auto poco dopo - il giudice ha stabilito che, per quell'episodio, il responsabile è proprio l'operaio 46enne. Per la strage di gatti tra Traversetolo e Monticelli però non si è ancora arrivati ad una spiegazione: si parla di gatti uccisi per riti satanici o utilizzati per fare pellicce. Il punto fermo su questa vicenda, che rimane un giallo, non è ancora stato messo. 

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