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Rifugiati, presidio in piazza: "Permesso umanitario ai libici"

In occasione della Giornata Mondiale indetta dall'Onu Art Lab e Casa Cantoniera protestano contro la condizione dei richiedenti asilo fuggiti dal conflitto e chiedono un incontro alle istituzioni

Striscioni, fumogeni ed interventi al megafono per chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno umanitario ai profughi provenienti dalla Libia. Questa mattina in Piazza Garibaldi alcune associazioni che si occupano del tema migratorio e gruppi politici hanno manifestato in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato indetta dall'Onu. Art Lab Occupato e Casa Cantoniera Autogestita insieme all'associazione Perchè No?, a Parma Bene Comune e ai Giovani Comunisti hanno chiesto un appuntamento con il sindaco Pizzarotti, per mettere all'ordine del giorno la discussione su questo tema.

"Diversamente da quanto stabilito -sottolineano i promotori- per i cittadini tunisini giunti a Lampedusa prima del 5 aprile 2011, per i migranti provenienti dalla Libia il Governo non ha ritenuto di disporre il rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari ai sensi dell'art. 20 del Testo Unico Immigrazione, ma ha invece preferito indicare la strada della presentazione della domanda di protezione internazionale per poter soggiornare regolarmente sul territorio. In assenza di soluzioni alternative tutti i migranti fuggiti dalla Libia accolti nel territorio di questo ente hanno presentato richiesta di asilo, anche se non perfettamente consapevoli delle caratteristiche e delle implicazioni connesse alla procedura di richiesta della protezione internazionale".

"Si tratta infatti di persone che, pur vivendo in Libia da molti anni non hanno la cittadinanza libica. Da lì sono fuggiti perché esposti al rischio del conflitto di cui anche l'Italia era protagonista, perché considerati mercenari al soldo di Gheddafi dalle forze antigovernative, o semplicemente perch spinti a partire dalle stesse milizie del dittatore. Per questo, ribadiamo oggi con ancor più convinzione, così come hanno fatto centinaia di enti locali in tutto il paese oltre a migliaia di associazioni e singoli cittadini, la necessità di un provvedimento urgente e preciso: il rilascio di un titolo di soggiorno che consenta di portare a compimento i percorsi di accoglienza avviati e garantisca dignità e giustizia a chi è fuggito dalla guerra".

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