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Giornata vittime transfobia, Agedo: "Dialogo contro le discriminazioni"

Troppi casi di vittime dell'odio, discriminazioni sfociate in violenza verbale e fisica, ricorda Agedo Parma. La giornata delle vittime della transfobia non solo per non dimenticare,ma per abbattere il silenzio e favorire il dialogo in famiglia e a scuola

Un giorno importante per non dimenticare chi ha pagato anche con la vita gli effetti delle discriminazioni sessuali quella di oggi, 20 novembre, sancita come giornata internazionale in ricordo delle vittime della transfobia. "Una triste ricorrenza - sottolineano i volontari di Agedo Parma -, ma anche un giorno di speranza e di desiderio di visibilità per la comunità  transessuale, tanto numerosa quanto nascosta, o visibile suo malgrado, dato che troppo spesso se ne legge solo nella cronaca scandalistica". Una ricorrenza relativamente recente quella di oggi, che ha origine quando in memoria dell'omicidio di una donna transgender afroamericana nel 1998, l'attivista transgender e graphic designer Gwendolyn Ann Smith, realizzò un progetto grafico a San Francisco chiamandolo Remembering Our Dead”, seguito da una fiaccolata. Una giornata ormai celebrata in modi diversi in tutto il mondo, non solo attraverso il ricordo delle vittime attraverso fiaccolate e veglie, ma con riflessioni per tenere alta l'attenzione sulla gravità del fenomeno per riuscire a contrastarlo, anzitutto sulla base del dialogo.

" Il ricordo di questa giornata - sottolineano i volontari di Agedo Parma - vuole porre l'attenzione  sulle perdite di vite umane a cui ogni anno dobbiamo far fronte a causa della violenza, della discriminazione e della mancanza di diritti: primo fra tutti quello di esistere. Ricordiamo che in Italia non è ancora stata approvata una legge, che esiste in quasi tutti i paesi d'Europa, contro l'omotransfobia. Negli ultimi quattro anni sono stati monitorati 1.374 omicidi nel mondo, in Italia 26 vittime accertate". Dati significativi di un fenomeno, quello dell'odio per le persone transgender, che necessita una maggiore attenzione secondo l'associazione, in particolar modo da parte delle istituzioni che dovrebbero farsi carico delle ripercussioni determinate dall'odio per le persone transgender. L e vittime, sottolinea Agedo, non sono solo quelle che vengono aggredite, picchiate o uccise, ma anche chi è costretto a subire discriminazioni ogni giorno.

Per tenere alta l'attenzione sugli effetti delle discriminazioni e dell'odio, Agedo sceglie di usare l'esempio di una madre, Anna Francesca di Bassano del Grappa. “Mio figlio l'ho caro in qualunque modo intenda essere; a me sta a cuore solo che sia felice, quanto meno sereno. Penso che non avrei mai potuto lasciarlo da solo nel difficile percorso che ha dovuto intraprendere in questi anni, mai sarebbe rimasto senza il sostegno e l’amore mio e di suo fratello e da 4 anni della sua compagna. Certo non è stato facile né scevro da sofferenza per nessuno; ma ho una grande ammirazione per la forza e l’equilibrio che Giulio ha dimostrato, sia sul piano morale che fisico. Il legame che ci unisce va al di là della convivenza quotidiana. Questo aspetto ha modificato profondamente la nostra vita e il nostro modo di vedere: ho conosciuto tante persone splendide, ricche di grande sensibilità e disponibili verso gli altri che mi hanno aiutato a capire e mi hanno portato ad aiutare gli altri. Parlo di Agedo di cui faccio parte e di varie altre associazioni Lgbt del Veneto. Invito i giovani a non scoraggiarsi e a dare il tempo e le informazioni necessarie ai genitori; e a questi ultimi, vorrei infondere la forza di stare al fianco dei loro figli e di sostenerli anche se non capiscono o non condividono le scelte. È solo attraverso il dialogo e l’amore che tutto ciò diventa possibile”.                     

         

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