Parma ricorda Giuseppe Mazzini nel 142° anniversario della morte

Si è svolta questa mattina sotto i Portici del Grano davanti alla lapide alla memoria, la celebrazione del 142° anniversario della morte di Giuseppe Mazzini. Alla presenza del presidente del Consiglio Comunale Marco Vagnozzi e del presidente dell’associazione Mazziniana Francesco Quintavalla

Si è svolta questa mattina sotto i Portici del Grano davanti alla lapide alla memoria, la celebrazione del 142° anniversario della morte di Giuseppe Mazzini. Alla presenza del presidente del Consiglio Comunale Marco Vagnozzi e del presidente dell’associazione Mazziniana Francesco Quintavalla , è stata deposta una corona d’alloro alla memoria di un grande protagonista del Risorgimento d’Italia. Il presidente Vagnozzi ha sottolineato come Giuseppe Mazzini sia stato maestro di ideali di unità dei popoli finalizzata al raggiungimento del bene comune, e di quanto la città fosse legata alla sua figura. “La dimostrazione della riconoscenza e dell’attaccamento della città di Parma alla figura di Giuseppe Mazzini, ha ricordato Vagnozzi, si palesò con una sottoscrizione popolare per la lapide alla memoria, che i cittadini vollero con grande determinazione collocare vicino alla casa comunale, sotto i Portici del Grano, mentre la lapide del Podestà di Parma, Girolamo Cantelli, fu posizionata in Piazza della Steccata”.

Per Francesco Quintavalla, presidente dell’Associazione Mazziniana Italiana, sezione di Parma, “Giuseppe Mazzini morì sconfitto ed esiliato dai poteri reazionari del suo tempo, ma sempre presente nella coscienza vigile del popolo italiano, che alla sua morte gli tributò solenni onoranze. Oggi, nel 142° anniversario della morte lo commemoriamo con un pensiero rivolto agli ideali che ci ha trasmesso ed ai programmi politici ancora di attualità che ci ha indicato. Per Mazzini l’unità della nazione non era mai disgiunta dall’unità europea. L’esigenza prioritaria dell’azione mazziniana, dall’aspetto rivoluzionario e moderno, era cambiare l’assetto politico sociale della vecchia Europa con l’organizzazione della democrazia per creare un’Europa unita, libera e federale”.

Nel ricordare la figura di Mazzini, Roberto Spocci, segretario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, ha posto l’attenzione sul perché Mazzini non sia diventato un classico del pensiero politico: “Mazzini afferma la priorità dei doveri sui diritti, mentre le teorie liberali e democratiche contemporanee proclamano la priorità dei diritti sui doveri. Un altro aspetto è il “patriottismo”. Mazzini connette la Patria all’Umanità e dà al concetto di Patria un’interpretazione repubblicana e democratica che incorpora il concetto di “giustizia sociale”.

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