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Gli studenti tornano in piazza: "Vogliamo aule non affollate e trasporti più sicuri"

Sciopero a partire dalle 8 di venerdì 29 gennaio da barriera Bixio

"Vogliamo aule meno affollate e trasporti più sicuri". Gli studenti di Parma e provincia tornano in piazza, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole superiori con il 50% degli alunni in presenza. Ora sono le condizioni delle aule e la situazione dei trasporti a preoccupare i ragazzi,  che daranno vita ad uno sciopero nella mattinata di venerdì 29 gennaio, a partire dalle ore 8 da barriera Bixio.

Sciopero di venerdì 29 gennaio: le richieste degli studenti 

"Da qualche settimana - si legge in una nota del Coordinamento Studentesco Basta Illusioni!,- l’Italia è percorsa da proteste studentesche di grande portata. Molte scuole sono state occupate, molte manifestazioni sono state indette, insegnanti, presidi e genitori hanno più volte appoggiato pubblicamente le iniziative quando non partecipato in prima persona.

Anche Parma si è mossa e studenti di vari istituti hanno presidiato quasi ogni giorno per due settimane l’ingresso delle scuole cittadine, le strade e le piazze. A seguito di una sentenza del TAR, in Emilia-Romagna, da lunedì 18 gennaio, si va a scuola. Era quello che volevamo, giusto? Tutto bene quel che finisce bene.

In realtà no: sin dalle prime apparizioni pubbliche abbiamo affermato di volere un rientro in sicurezza. Perché sappiamo bene quante morti abbia causato il COVID-19, e non vogliamo contribuire alla sua diffusione. Allo stesso tempo non possiamo fare a meno di constatare il doppiopesismo insito nella ripresa di attività produttive non essenziali mentre si è tanto prudenti per quanto riguarda la didattica in presenza. Non crediamo di esagerare a definire sistemico questo pluridecennale atteggiamento di svalutazione del mondo dell’istruzione, che si è espresso in tagli ai finanziamenti, progressiva aziendalizzazione e inserimento dei privati, che vedono nella scuola un investimento economico, per sopperire a carenze di soldi pubblici.

Inoltre, non siamo disposte a essere additate come responsabili del propagarsi del virus a causa degli assembramenti alla fermata, sui mezzi o davanti ai cancelli. I trasporti sono carenti e hanno costituito uno dei principali focolai di contagio a causa dell’impossibilità di mantenere le distanze nel tragitto. Problema cui si potrebbe ovviare aumentando il numero delle corse, troppo poche, ma ancora una volta l’ostacolo, ci viene detto, è di tipo economico.

Poi: come si sa, il rientro è al 50 percento, perché mancano gli spazi. Ma il sovraffollamento delle aule non è questione nuova, se ne parla da molto prima della pandemia.

Detto chiaramente, non accetteremo che a noi venga imputata la colpa di una probabile nuova chiusura per il solo motivo di avere voluto far rispettare i nostri diritti.

Vogliamo trasporti pubblici sicuri, la messa in sicurezza degli edifici, più aule e laboratori, assunzioni a tempo indeterminato, tracciamento dei contagi e vaccinazione di soggetti a rischio. Questo significa rientrare in sicurezza, questa è la nostra posizione.

Lo chiederemo a gran voce, perché abbiamo deciso di tornare nelle piazze come tante studenti in tutto il Paese, e dovremo essere il più possibile. Pertanto ci rivolgiamo a chi a scuola studia, ma anche a chi ci lavora: insegnanti, ATA, presidi e vogliamo ricordare che nello stesso giorno della nostra mobilitazione è stato indetto sciopero del settore scuola. Scenderemo venerdì 29 gennaio, in barriera Bixio alle 8.00. La scuola sicura non si chiude!"

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