Femminicidio, il cammino di Grazia Andriola arriva a Fidenza

La straordinaria esperienza della pellegrina partita da S. Maria di Leuca e diretta a Santiago de Compostela. Accolta giovedì in Municipio dall’Amministrazione, che ha reso omaggio “ad una donna libera

L’impegno per una grande battaglia civile, attraverso la perseveranza di un lungo viaggio a tappe di 5.000 km tutti a piedi e un forte uso dei social media per documentare, testimoniare. Per fare rete, nel modo più efficace: ascoltando e parlando con le persone. E’ la storia straordinaria di Grazia Andriola, partita il 27 giugno scorso da Santa Maria di Leuca alla volta di un finisterre geografico e culturale, rappresentato da Santiago De Compostela. Un percorso da un’estremità litoranea all’altra, organizzato giorno per giorno, per combattere un crimine orrendo con la sola arma che è davvero efficace, quella della cultura e della consapevolezza, sublimate nell’hashtag che la accompagna sulla sua t-shirt: #steptostopviolence.

Grazia, muovendosi lungo la via Francigena fin dalle sue articolazioni nel Sud Italia, giovedì scorso ha fatto tappa a Fidenza, accompagnata da Luca Bruschi (Associazione Europea delle Vie Francigene) dove è stata accolta in Municipio da una delegazione dell’Amministrazione comunale, composta da Alessia Frangipane (assessore al Welfare e alle Pari Opportunità), Maria Pia Bariggi (assessore alla Cultura e alla Scuola), Fabio Bonatti (assessore alle Attività produttive) e Franco Amigoni (consigliere comunale). Infermiera professionale, di Seregno (Monza Brianza), 47 anni. All’apparenza una pellegrina come tante, con lo stesso passo sicuro di chi si è conquistato il tempo per dedicarsi ad un’esperienza di distacco dalla brutalità della routine quotidiana. La differenza sta nello zaino morale di questa donna coraggiosa. Uno zaino pesante, pesantissimo da portare, perché contiene le storie di donne cui la malvagità ha negato il diritto al futuro e la storia, più forte e più bella, della solidarietà. E’ la storia dell’Associazione WeWorld, conosciuta casualmente da Grazia, che con gli sportelli negli Ospedali di Roma, Genova e Trieste opera per portare assistenza medica e psicologica alle donne vittime di abusi. Un impegno solidale che ha bisogno di fondi e la ricerca di questi quattrini è alla base del viaggio di Grazia. Per donare, a proposito, basta cliccare su www.weworld.it

“Nell’ultimo mese sono stata contattata da molte vittime o parenti di vittime – spiega Grazia –. Figlie, sorelle, madri. Su messenger mi raccontano la loro storia, le metto in contattato con uno sportello di WeWorld”. Tante storie, un filo rosso che le unisce: il bisogno di Istituzioni presenti. “L’ultimo messaggio l’ho ricevuto l’altra sera da una donna segregata in casa da quasi 3 mesi, le denunce non sono servite a nulla e l’ex compagno la pressa giorno e notte. Oppure, ho conosciuto la nipote di una donna uccisa in Puglia, circa 5 anni fa, dall’ex marito condannato. Lui è stato condannato a una pena di 20 anni di reclusione, poi ridotta a 10 e ora ha chiesto l’infermità mentale. Dopo 5 anni di prigione, questo uomo tra due o tre anni uscirà e non mi pare giusto. Le istituzioni potrebbero fare qualcosa di più”.

L’assessora Frangipane ha voluto "ringraziare Grazia per aver dedicato questo cammino alla lotta alla violenza di genere. Qualche anno fa sarebbe stato impensabile che il problema della violenza maschile contro le donne potesse uscire dalla nicchia degli esperti e dal buco nero di chi la vive. Il gesto di Grazia contamina altri mondi e altri sentieri e per fare cultura è un gesto molto importante. Abbiamo invitato Grazia a Fidenza a portare la sua testimonianza al termine del suo cammino. E aderiremo alla giornata che Grazia ha lanciato per domenica 28 agosto: selfie con maglietta rossa sulla sua pagina Facebook per diffondere ad ogni estremità della Terra il nostro no alla violenza di genere".

“Abbiamo incontrato una donna libera, che si è messa in cammino, cercando una diversa modalità, senz’altro sostenibile, con la quale vivere – commenta l’assessore Maria Pia Bariggi –. Vuole essere una grande camminatrice, senza prima avere fatto esperienza di allenamento e in questo modo interpreta il principio dell’andare, della viandanza, come direbbe Rumiz. In questo suo pellegrinare Grazia Andriola è attenta al racconto e attraverso il racconto stabilisce quei legami interpersonali che nel quotidiano non si riescono a determinare. Però è in grado, ecco la sua singolarità, di declinare l’importanza degli incontri nel linguaggio dei media, permeandolo di riflessioni”.

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