Grillo e l'inceneritore. Rabboni: "Valuteremo come sostenere azioni legali"

Le affermazioni di Grillo sul suo blog, secondo l'assessore Rabboni "hanno determinato un indubbio danno alla reputazione e all'affidabilità delle più significative filiere produttive dell'agroalimentare

Non è piaciuto al consigliere Marco Barbieri (Pd) un intervento del 30 agosto scorso di Beppe Grillo sul proprio blog, dove avrebbe paventato “neoplasie future degli abitanti di Parma per il cibo avvelenato della Food Valley” e avrebbe chiesto “chi mangerà in futuro parmigiano e prosciutti imbottiti di diossina?”.

Di qui la presentazione di un question time in Assemblea legislativa, nella seduta di ieri, per chiedere se la Giunta regionale abbia intenzione di prendere provvedimenti o attivare azioni legali per tutelare uno dei comparti più importanti della nostra economia. “Le affermazioni di Grillo sulla diossina - ha risposto l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, - sono destituite da qualsiasi fondamento, così come confermato dal sindaco di Parma”. Hanno tuttavia determinato - ha aggiunto - “un indubbio danno alla reputazione e all’affidabilità delle più significative filiere produttive dell’agroalimentare europeo”.

"L’avvio di azioni legali o di altri provvedimenti per ripristinare la verità dei fatti e tutelare gli operatori coinvolti compete però - ha sottolineato ancora Rabboni - ai danneggiati e ai Consorzi di tutela, la Regione valuterà come sostenere adeguatamente queste iniziative, già preannunciate dal Consorzio di tutela del parmigiano-reggiano".

L’assessore ha anche chiarito che le numerose analisi effettuate sulle emissioni dell’inceneritore cittadino, “oltre a escludere problemi di funzionamento”, avrebbero evidenziato “il pieno rispetto dei limiti fissati dalle leggi italiane e dai regolamenti comunitari”. Il controllo dell’impatto dell’impianto sulla qualità dell’aria è affidato, inoltre, a quattro stazioni fisse di monitoraggio delle immissioni, ubicate nei comuni di Parma, Sorbolo, Mezzani e Colorno. C’è poi un mezzo mobile - ha segnalato Rabboni - che misura la qualità dell’aria in modo più capillare, mentre Arpa effettua controlli “a camino”, ed è stato inoltre installato un sistema di monitoraggio “in continuo” particolarmente avanzato. 

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