Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Guadagnavano sulle aziende edili in fallimento: stroncata associazione a delinquere che operava a Parma

Tredici arresti da parte della Guardia di Finanza: sequestrato un milione di euro

Operava anche in provincia di Parma l'associazione a delinquere, stroncata dalla Guardia di Finanza di Modena che ha eseguito una misura cautelare approvata dal gip, richiesta dal procuratore Giuseppe Di Giorgio, nei confronti di 13 persone, delle quali una in carcere, una agli arresti domiciliari e 11 agli obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria. Tutte sono indagate per reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta all'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie indefinita di delitti di natura fiscale, fallimentare e trasferimento fraudolento di valori

Oltre a diverse perquisizioni, e' stato eseguito anche un decreto di sequestro preventivo d'urgenza finalizzato alla confisca per equivalente da un milione di euro, corrispondente al profitto dei reati fiscali contestati. Le indagini, usando intercettazioni telefoniche e ambientali e pedinamenti, anche attraverso sistemi di rilevamento satellitari, sono partite approfondendo il fallimento di un'azienda della bassa modenese.

In un primo filone sono stati individuati i responsabili del fallimento di diverse societa', prevalentemente nel settore edile, con distrazione del patrimonio aziendale in barba ai creditori per diverse centinaia di miglia di euro. Erano stati distrutti i documenti contabili, fra l'altro, nel tentativo di rendere impossibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari dell'azienda fallita. È stata riscontrata quindi l'esistenza di un'associazione a delinquere, finalizzata al trasferimento fraudolento di valori a vantaggio del capo dell'organizzazione, individuando in particolare un pregiudicato locale dedito in passato ad estorsione ed usura (R.A. Del '74), gia' colpito da misura di prevenzione antimafia e ora in carcere.

In tutto, risultano 19 le persone complessivamente indagate. Dagli accertamenti e' emerso poi che tre dei 13 soggetti sottoposti a misura cautelare personale risultano percettori del reddito di cittadinanza, avendo dichiarato di non essere titolari di alcun tipo di reddito o di percepire redditi irrisori. Sono state avviate le procedure per la revoca del beneficio.
 

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