Pasimafi, Fanelli condannato dalla Corte dei Conti: dovrà risarcire 260 mila euro

Secondo i giudici il professore, arrestato nell'ambito dell'inchiesta su corruzione e sanità, avrebbe percepito compensi indebiti per attività di libero-professionale tra il 2007 ed il 2012

Guido Fanelli, il luminare delle cure palliative, arrestato ad inizio maggio nell'ambito dell'inchiesta Pasimafi su sanità e corruzione, è stato condannato dalla Corte dei Conti dell'Emilia-Romagna a risarcire all'Università di Parma 259.926 euro per indebita attività libero-professonale, valutata come incompatibile con le sue funzioni istituzionali. Il medico dirigente della seconda Rianimazione dell'azienda ospedaliero-universitaria, sospeso dal suo incarico in seguito all'inchiesta Pasimafi, è accusato dalla Procura di Parma di essere stato il riferimento di un'organizzazione che avvantaggiava le case farmaceutiche in cambio di favori e passaggi di denaro: tra le accuse nei suoi confrontio c'è anche quella di corruzione. La Corte dei Conti lo ha condannato per i compensi percepiti tra il 2007 ed il 2012, oltre 650 mila euro: la somma da risarcire è stata ridotta a 260mila euro. Le prestazioni professionali e le consulenze di Fanelli, secondo i giudici, non erano occasionali e sporadiche ma "connotate da inequivoci profili di continuità e sistematicità" e "poste in essere dal professor Fanelli nel corso degli anni (2007 - 2012) in virtù di molteplici incarichi, che in vari casi gli sono stati conferiti da un'unica e medesima società". 

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