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Oltretorrente, Parma commemora Guido Picelli a 79 anni dalla morte

La mattina del 5 gennaio in piazzale Picelli, di fronte alla statua dedicata al grande eroe delle Barricate antifasciste di Parma la commemorazione delle Istituzioni e delle associazioni partigiane

Si è tenuta questa mattina, in piazzale Picelli, la commemorazione del 79° anniversario della morte di Guido Picelli, alla presenza dei rappresentanti dell'Associazione nazionale perseguitati politici antifasci

sti italiani, Anpi, Alpi, Anpc, Cgil Camera del lavoro territoriale di Parma, l'Associazione nazionale deportati politici nei campi nazisti, l'Istituto Storico della Resistenza e dell'età contemporanea di Parma, il Comitato Antifascista per la memoria storica, l'Aicvas – Associazione Italiana Combattenti volontari antifascisti di Spagna, la Provincia e il Comune, per cui era presente il presidente del Consiglio Comunale Marco Vagnozzi, insieme alla deputata Patrizia Maestri, al senatore Giorgio Pagliari e alla consigliera regionale Barbara Lori .

"Sono lieto di vedere tante persone qui presenti oggi - ha esordito il presidente del Consiglio Comunale Marco Vagnozzi - per commemorare la morte, purtroppo ancora controversa, di Guido Picelli. Ma ciò che dobbiamo celebrare in particolare sono le sue battaglie da fervente antifascista per le quali dobbiamo essere riconoscenti: la nostra democrazia è nata grazie a queste lotte".

La cerimonia ha previsto inoltre la lettura da parte di due ex alunni del liceo Romagnosi  di due brani dedicati a Picelli.

Era il 5 gennaio del 1937 quando Guido Picelli fu ferito a morte in occasione della battaglia di Guadalajara, dove Picelli era al comando del IX° battaglione delle Brigate Internazionali che si opposero a Franco nella cruenta guerra civile che segnò la penisola iberica.

Una vita con il dna dell'antifascismo nel sangue, la sua: fu infatti l'anima della leggendaria Difesa di Parma del 1922 in cui 350 Arditi del Popolo, affiancati dalla popolazione, riuscirono a mettere in fuga decine di migliaia di squadristi fascisti comandati prima da Farinacci e poi da Italo Balbo, durante le indimenticabile giornate della Barricate dell'Oltretorrente. Come deputato socialista, si oppose strenuamente al fascismo fino ad immolare la propria vita nel nome degli ideali di democrazia e libertà durante la guerra civile spagnola.

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