"Habassi fu torturato per un'ora e poi ucciso"

Ecco le motivazioni della Corte di Cassazione sulla condanna a 30 anni a Luca Del Vasto, considerato l'ideatore del 'piano' e a Alessio Alberici che "ne era consapevole"

L'omicidio di Habassi nell'abitazione di Basilicagoiano

"Mohamed Habassi fu torturato per un'ora e poi ucciso". I giudici della Corte di Cassazione hanno reso note le motivazioni della sentenza di condanna a 30 anni di carcere per Luca Del Vasto, ex proprietario del Buddha Bar di Sala Baganza e Alessio Alberici, considerati gli assassini di Mohamed, il giovane torturato e brutalmente ucciso all'interno dell'abitazione di Basilicagoiano, di proprietà della compagna di Del Vasto.

Nella notte tra il 9 ed il 10 maggio del 2016 Habassi venne torturato senza pietà da un 'battaglione' composto da Del Vasto, Alberici e dai sei rumeni, assoldati proprio per compiere il blitz, finito con la morte del giovane. Secondo i giudici "Del Vasto consumò una tortura che si protrasse per circa un'ora e, prima di darvi inizio, si pose volontariamente e anzi preordinatamente in una situazione di disibinizione mediante l'ingestione di una mistura di alcol e droga". Ma anche Alessio Alberici, fumettista conosciuto a Parma, "ebbe il modo di aver piena conoscenza del piano e quindi di appropriarsene". I giudici della Corte hanno anche detto no alle attenuanti generiche: hanno riconosciuto invece le aggravanti di premeditazione e crudeltà. 

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Secondo la ricostruzione degli inquirenti il gruppetto, composto da Del Vasto, Alberici e da sei rumeni, tutti condannati anche se a pene minori, è arrivato verso mezzanotte davanti alla casa di Habassi: armati di mazze di ferro, una pinza a pappagallo, un martello, un tirapugni, amputarono il dito di un piede e quello di una mano a Habassi e cercarono anche di tranciargli un altro dito. Se in primo grado ad Alberici era stata riconosciuta la semi infermità mentale in appello invece è stato accolto il ricorso del Pm Daniela Nunno: la pena è passata da 16 a 30 anni. 

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