Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Spacciavano hashish ai minorenni tra Parma e Reggio: in manette 3 pusher

Tra i clienti anche un 12enne. I clienti sono ragazzi di buona famiglia i cui genitori, convocati presso la Stazione Carabinieri, hanno scoperto dove andavano a finire le 'paghette' che consegnavano ai loro figli

Rifornivano di hascisc e marijuana una clientela composta da minorenni, residenti nell'area della Val d'Enza tra Reggio Emilia e Parma, che pagavano la droga grazie alle 'paghette' elargite loro da mamma e papà. A porre fine al 'commercio' messo in piedi da tre 'pusher', un 28enne, un 32enne ed un 20enne - tutti abitanti nel Reggiano tra Bibbiano, Canossa e Reggio Emilia - sono stati i Carabinieri che li hanno arrestati con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, aggravato per essere stato commesso in danno di minorenni. Luogo d'elezione per lo scambio l'abitazione di uno dei tre arrestati, già con precedenti specifici, che ha venduto stupefacenti ai ragazzini accorsi nella sua dimora per partecipare a corsi di musica denominati 'Cubase5', molto in voga tra le fasce dei più giovani. E proprio 'Cubase 5' è stata ribattezzata l'operazione condotta dai militari di San Polo d'Enza, coordinati dal sostituto procuratore reggiano Maria Rita Pantani, che ha portato all'arresto dei tre spacciatori: a dare il via all'indagine, la scorsa estate, l'arresto di un minorenne reggiano protagonista del tentato il furto di un'auto per procurarsi il denaro necessario all'acquisto dello stupefacente.

Oltre a far finire in manette i pusher, l'operazione dei militari ha portato alla segnalazione di decine di assuntori di droga, molti dei quali minorenni, dediti da tempo a hashish e marijuana (in un caso sin dall'età di 12 anni). Si tratta di ragazzi di buona famiglia i cui genitori, convocati presso la Stazione Carabinieri di San Polo d'Enza, hanno scoperto dove andavano a finire le 'paghette' che consegnavano ai loro figli i quali, con assiduità, chiedevano soldi motivandoli come spese per la scuola o per ricariche telefoniche. Nel corso degli arresti i Carabinieri, con il supporto di una unità cinofila della Polizia Municipale Valtassobbio, hanno effettuato perquisizioni domiciliari sequestrando a casa del 20enne di Bibbiano un bilancino di precisione nascosto nella stampante di un computer. I tre tre spacciavano in maniera autonoma ovvero non collegata tra loro: un cliente è stato denunciato per favoreggiamento poichè, sentito dai Carabinieri, ha reso dichiarazioni mendaci per sviare le indagini.
(ANSA)

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