Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

“I giovani? Distrutti dal lockdown: aumentati i ricoveri per l’uso di cocaina”

Il responsabile del Sert, il dottor Fertonani: “Cresce l’abuso di alcol: dal 2% del 2019 al 16% del 2020. Non c’è più socialità”

Una generazione "drogata dal virtuale" e sempre più incapace di distinguere il gioco dalla realtà effettiva. Sono gli adolescenti ed i giovanissimi dell'era Covid, vomitati dalla pandemia al mondo pieni di odio, violenti e alle volte senza un obiettivo da perseguire. Il lockdown, avvertono gli psichiatri, ha acuito questo senso di ‘vuoto’, aumentato sensibilmente dall'isolamento, che li ha portati a rifugiarsi sempre di più in un mondo virtuale nel quale la violenza è un gioco e spingendo a replicare questi schemi anche nella vita quotidiana, senza avere però percezione delle conseguenze dei propri atti. “La realtà virtuale è stata acuita nell’ultimo anno, in questo 2020 sinistro che ha peggiorato le cose, imponendo il confinamento dovuto al Covid – dice Giuseppe Fertonani, responsabile del Sert - e quindi le necessità degli adolescenti che naturalmente hanno sospeso tutte le attività scolastiche in presenza. Si sono visti costretti a reinventare la giornata e quindi naturalmente c’è stato un aumento del tempo passato con lo smartphone, con la realtà offerta dalle varie app del virtuale”.

Cosa è successo in loro? 

“Un po’ di tutto a livello psicologico. Varie statistiche sostenute dagli studi, hanno evidenziato anche un aumento importante dell’utilizzo di sostanze psicoattive attraverso ordinativi online soprattutto sul dark web e deep web, una vendita esponenziale di sostanze. Intere partite di cannabinoidi sono state acquistate per soddisfare l’esigenza di riempire le giornate”. 

Ma è solo colpa del lockdown? 

“No. Ma il lockdown è certo che abbia influito parecchio nel distrarre l’educazione dei nostri adolescenti. Perché il confinamento sociale ha ridotto la possibilità di sperimentarsi, di confrontarsi con gli altro. Ha portato i giovani a isolarsi e quindi a sviluppare dei comportamenti molto aggressivi, comportamenti a volte anche di tipo autolesionistico, comportamenti aggressivi nei confronti di genitori. Tutti sintomi che si possono descrivere come patologie problematiche psichiatriche rilevanti soprattutto dai disturbi d’ansia che sono aumentati in modo importante. Questa è anche riconducibile alla sintomatologia dell’apatia, della bulimia che si traduce nella mancanza di interesse verso le cose e all’ incapacità di agire”.

Sono cose molto gravi. 

“Sono sintomi tipici della delle forme depressive, aumentate a loro volta da fobie importanti legate soprattutto alla incapacità di relazionarsi, manifestata maggiormente nei giovani perché stanno sempre chiusi in casa e poi non hanno più la capacità di relazionarsi in modo reale”. 

Realtà virtuale, droghe: come se ne esce?

“Aspettate. E l’alcol? Si è registrato un importante abuso di alcol, schizzato alle stelle. Un’indagine statistica recente ha evidenziato come siano aumentate nel 2020, in confronto con il 2019 gli stati di ebbrezza patologici: dal 2% al 16%. C’è stato un incremento molto molto significativo per i ricoveri in stato di ebbrezza patologici”. 

E a Parma, qual è la situazione?

“A Parma c’è stato in questo ultimo anno un aumento importante dell’uso di cocaina e alcol, un mix importante nei giovani ma anche nella fascia di età compresa dai 30 ai 40 anni. Anche a questo è dovuto l’aumento dell’aggressività che si registra nei giovani. L’uso di cocaina è accompagnato dall’abuso di alcol, che insieme alla droga crea un composto intermedio che si chiama coca etilene, dal quale deriva l’importante aggressività. I dati registrano un aumento degli accessi al Pronto Soccorso di pazienti ricoverati per l’utilizzo di cocaina.  E automaticamente  anche i servizi come il Sert hanno aumentato la loro attività, perché poi in seconda battuta vengono qui da noi. Sono aumentati i ricoveri anche nelle cliniche psichiatriche.

C’è anche chi ha difficoltà a servirsi di consigli medici.

“Ci sono pazienti che non afferiscono al Sert, ad esempio,  perché visto come stigma e porta con sé un’enorme dose di diffidenza. Come se facessero fatica ad accettarsi. Il nostro servizio per questo motivo si sta organizzando, cercando di creare tutta una serie di percorsi differenziati a seconda di quelle che possono essere le varie dipendenze. Quindi fenomeni trattati con un percorso dedicato, un luogo separato dalla sede. Sentiamo l’esigenza di diversificare i percorsi”.

Chiudiamo con i giovani. Perché si danno appuntamento in piazza e si picchiano?

“Guardi, anche questi sono episodi legati appunto a questo protratto confinamento, dal quale deriva una protratta frustrazione, un’ insicurezza e un’incertezza sul futuro. Questo determina un aumento di aggressività che viene naturalmente poi scaricata appunto in situazioni e luoghi in cui ci si trova per sfidarsi,  quindi sono degli eventi da localizzare e bloccare. Inutile dire che non ci dovrebbero esserere”.

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