Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Il Covid in carcere: positivi 31 detenuti e 33 agenti della penitenziaria

Monica Moschioni, responsabile della Commissione Carcere delle Camere Penali di Parma: "La situazione è preoccupante ma non drammatica. Le vaccinazioni - 45 su 704 detenuti - non stanno proseguendo con un ritmo incoraggiante"

Sono 64 le persone contagiate dal Covid-19 all'interno del carcere di Parma - tra detenuti e agenti della polizia penitenziaria - dopo i tamponi che sono stati effettuati nei giorni scorsi e i cui risultati sono stati resi noti nella mattinata di oggi, venerdì 9 aprile.

Gli agenti penitenziari, tra Gom - Gruppo Operativo Mobile e quadro permanente - contagiati sono 33 mentre i detenuti - secondo il bollettino diffuso dopo i tamponi effettuati ad oltre 600 di loro - positivi al coronavirus sono 31. Di questi 17 si trovano al 41 bis, 6 in media sicurezza e 8 in alta sicurezza. Il numero totale di detenuti attualmente in via Burla è 704: il tasso di positività dei tamponi processati è del 5.2%. Le vaccinazioni effettuate fino ad oggi ai detenuti sono state 45 ed hanno interessato principalmente il Centro Clinico. 

"Questi dati ci dicono - sottolinea l'avvocato Monica Moschioni, responsabile della Commissione Carcere delle Camere Penali di Parma - che il contagio tra gli agenti del Gom è in diminuzione: alcuni poliziotti penitenziari, infatti, si sono negativizzati. Per quanto riguarda i detenuti i positivi sono 31 - su 600 tamponi effettuati: il dato nuovo è che si sono registrati contagi anche in altre sezioni, oltre che al 41 bis: 6 in media sicurezza e 8 in alta sicurezza. Nessun detenuto è attualmente ricoverato per il Covid. La situazione è preoccupante ma non drammatica: va tenuta sotto controllo perchè c'è il rischio che il contagio si allarghi".

"Le vaccinazioni - prosegue Monica Moschioni (45 effettuate ai detenuti ultra 80enni con patologie pregresse) - invece non stanno proseguendo con un ritmo particolarmente incoraggiante. ll problema più grosso è la presenza di detenuti che hanno già patologie pregresse, soprattutto cardiologiche e respiratorie. Proprio quelle categorie che avevano destato attenzione quando erano state pubblicate le linee guida per quanto riguarda la gestione del contagio da Covid-19 in carcere". 


 

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