Cronaca

In Cittadella spunta lo zafferano selvatico

"Il carico eccessivo delle attività antropiche improprie (i concerti, fra tutti, i più devastanti) e la frequenza insostenibile di certi usi commerciali, di grandi e piccoli eventi, rendono sterili i prati"

"Zafferani Selvatici (Crocus biflorus) spuntano in gruppi in vari parti dei prati... Accanto alle foglie lineari dei Crocus si vedono anche le foglie cuoriformi della Violetta odorosa... Anche nei luoghi più visitati, calpestati e minacciati la biodiversità cerca di resistere”. Luigi Ghillani, esperto conoscitore botanico, con sguardo attento e delicato, apre una finestra di conoscenza sui ‘piccoli’ tesori del patrimonio vegetale che la Cittadella di Parma custodisce. In Emilia Romagna il Crocus biflorus è una specie considerata ad alto indice di rarità; per questo motivo è stata inclusa nella lista delle specie protette.

"Ma c’è un limite alla straordinaria capacità di resilienza della natura: anche in Cittadella. Il carico eccessivo delle attività antropiche improprie (i concerti, fra tutti, i più devastanti) e la frequenza insostenibile di certi usi commerciali, di grandi e piccoli eventi, rendono sterili i prati, non permettendo il naturale ciclo riproduttivo delle proprie innumerevoli componenti vegetali. Non solo: nonostante l’evidenza dell’emergenza ambientale, climatica e oggi, purtroppo, anche sanitaria, c’è un progetto di “Restyling” che farebbe scomparire intere porzioni di prati, cementificandone il suolo, risorsa primaria necessaria alla sopravvivenza. I prati della Cittadella sono un’importante stazione di Zafferani selvatici, la cui precoce fioritura primaverile è un appuntamento imperdibile per tanti cittadini appassionati. Tuttavia, nei fatti, tanta biodiversità è a rischio di estinzione...".

"Ci vuole uno sguardo nuovo per pensare concretamente al futuro. Solo con la conservazione di questo bene comune culturale e paesaggistico, sotto vincolo di tutela, lasciando i suoi ampi spazi alla libera fruizione dei cittadini e attraverso una valorizzazione che rispetti la propria vocazione specifica, storica e ambientale, possiamo garantire il benessere fisico e mentale della collettività, e il suo diritto alla vera cultura, alla salute e alla bellezza. E dunque, alla vita: la nostra e di quelli che verranno dopo di noi. In questo dovere intergenerazionale, ci aiuta la Costituzione italiana, che all’art. 9 scrive: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”, e afferma, in via interpretativa, che la tutela del paesaggio (art. 9) concorre alla formulazione della nozione di ambiente come valore costituzionale primario convergendo con la tutela della salute “come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività", chiude il comitato 

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